
«Abbiamo semplificato le procedure per accelerare gli indennizzi. Si tratta di un aiuto concreto agli allevatori in difficoltà e una sburocratizzazione che la Regione cerca di attuare, come prassi amministrativa corrente, nei vari settori di competenza», ha affermato la vicepresidente Anna Casini, assessore all’Agricoltura.
Nel 2018 le richieste pervenute sono state 110, di cui 90 per predazione da lupo e 20 da cani randagi. Sono stati coinvolti 497 ovicaprini, 18 bovini, 21 equidi. Ventisette domande non sono state liquidate perché è stata rilevata la mancanza di misure di prevenzione, come cani da guardia e reti per il ricovero notturno degli animali. Tanti gli attacchi nel Piceno dall’inizio di quest’anno, come abbiamo raccontato qui, qui, qui o qui.

Anna Casini
Gli indennizzi copriranno il 100% della predazione, anziché l’80% come nel passato. Verrà altresì rimborsata anche l’80% della spesa necessaria per le cure veterinarie per gli animali feriti. Gli allevatori potranno inviare direttamente la domanda in forma elettronica, senza presentarla tramite il Comune. Il verbale di accertamento verrà successivamente trasmesso, con posta certificata (Pec), direttamente dai veterinari dell’Area vasta competente. Sono state, inoltre, precisate le misure minime di prevenzione che gli allevatori dovranno attuare per poter accedere ai contributi. Le nuove disposizioni sono entrare in vigore il 7 ottobre, mentre per le vecchie predazioni saranno applicate le regole precedenti.
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