di Giorgio Tabani
Circa 12.000 chilometri in 230 giorni. Sono stati 12 i paesi dell’Europa e dell’Asia centrale, da Roma al Kazakistan, toccati dall’ascolano, trapiantato a Bologna, Davide Valacchi. Un’impresa (anche se lui non ama definirla così) non da poco, soprattutto se la si fa in tandem. Una scelta non casuale: dopo aver perduto completamente la vista a 14 anni, fu proprio grazie a un tandem regalatogli dal padre che Davide riuscì a vivere l’adolescenza, e non solo, in maniera più spensierata.
L’obiettivo di questo viaggio è stato quindi quello di dimostrare alle comunità locali che il tandem è un importante ausilio per garantire ai disabili (non soltanto quelli visivi) autonomia e libertà. A partire con lui, l’8 marzo da Roma, è stato l’amico Michele Giuliano ma, arrivati a Teheran, al gruppo si è aggiunto anche un altro amico, Samuele Spriano. Avrebbero dovuto raggiungere la Cina, ma i confini del paese sono rimasti sigillati e nessun visto è stato loro concesso: l’avventura si è così conclusa donando il tandem “Baghera” a Siyovush, un ragazzo non vedente del Tagikistan.
Il progetto “I to eye” (così è stato ribattezzato) non finirà però qui: altre destinazioni sono in programma, con viaggi magari più brevi, per donare altri tandem e nuove speranze.
https://www.facebook.com/itoeyeproject/posts/2200972036868495?__xts__%5B0%5D=68.ARDpLNJGWtfff4sjiJJRjFMKOmVpBOdNUPgdtwootNRWy7XIMRBD47ROvP330miOJQSvX3hIJ2ZAcfDMQ2D1MkmDhDkkpHhMNOlON1JSRG_EUZlBrZngKdb6xkiYL3_adDQP8pRFCWusKaNak3Bu4BaDCTPBPEplYKgm_cp7nLJPfBKJmL39ANlkbNPp2FUbHQc37T6fFGTeYfZq8xrrpQYmFqqVBfHOKOwxe89UUPz9VvvyoejvQNlMrxfMhY9qmMja6aMbzPVFzNtwL5LvsC4YiFiYB_O-t3WhM4EL9h6RuoJstnRHLwqxSue11rPjMv4CUlMuhimSmJK7VsIlp_bn3ICv&__tn__=-R
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