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Monte Piselli, la replica a Lori
Cittadini: «Il tapis roulant
doveva restare dov’era»

ASCOLI - Il maestro di sci e geologo interviene sulla vicenda dell’impianto del vecchio “campetto” inutilizzato da almeno otto anni. «Il campo scuola per una stazione sciistica è il volano di tutte le attività invernali e meriterebbe ben altra considerazione»

Il tapis roulant abbandonato al vecchio “campetto” di Monte Piselli

Sulla vicenda degli impianti di risalita del Monte Piselli chiusi per via del ricorso al Tar della “Remigio Group” sull’aggiudicazione del bando di gara alla “Marco Finori srl” si è innescato un vero e proprio botta e risposta tra i maestri di sci e snowboard ed il presidente del Cotuge, Enzo Lori. E, dopo la replica di Lori alla nota dei professionisti della montagna, ecco la controreplica di uno dei maestri, Ugo Cittadini. «Ai tantissimi fruitori di Monte Piselli – scrive Cittadini in una nota – rivolgo una piccola ma doverosa precisazione (unica perché faccio parte del “famoso” gruppo dei maestri di sci in cui mi riconosco completamente e di cui condivido la posizione ufficiale e comune) in merito alle parole del presidente del Cotuge, Enzo Lori, che mi cita come incaricato per lo spostamento del famoso tappeto “fantasma” di Monte Piselli, cioè il tapis roulant che fu acquistato e messo in opera dal Cotuge (presidente Camillo d’Angelo forse nel 2008 o 2009?) dopo la dismissione dello skilift del campetto di Monte Piselli, a mio avviso e di molti colleghi, uno dei migliori campiscuola da sci d’Italia, da anni del tutto abbandonato».

Il maestro di sci, Ugo Cittadini

«Non ignorando nulla – sottolinea Cittadini -, vorrei riportare i fatti: accettai con entusiasmo l’onere di una relazione tecnica (essendo oltre maestro di sci geologo ed esperto di valutazione impatto ambientale) a titolo gratuito per lo spostamento del tappeto in zona partenza seggiovia insieme ad un validissimo geometra del Cotuge, ma dopo mesi di telefonate in regione Abruzzo, sopralluoghi e rilievi, arrivammo alla conclusione che la zona, per quanto adatta (zona delle Caciare arrivo variante per chi è pratico delle zone), era inattuabile per realizzare lo spostamento causa l’elevato numero di proprietari particellari (altrettanti espropri), e per l’iter autorizzativo regionale improbo compresa la giusta relazione tecnica antivalanghe la cui commissione regionale si riuniva solo due volte l’anno. Insomma – puntualizza Cittadini – si relazionò allora al presidente Lori che la soluzione migliore fosse quella: di farlo stare dov’era, ma finalmente di farlo girare, cosa mai avvenuta, (perchè?) a mia memoria, da almeno 8 anni se non 9. Si ricorda che il campetto (camposcuola) era ed è sempre per una stazione sciistica il volano di tutte le attività invernali e meriterebbe ben altra considerazione a mio sommesso parere visto che i costi di uno skilift sia tecnici che economici (inferiore ai 300mila euro) sono più che affrontabili da un consorzio con così tanti enti come giustamente il geometra Zunica tiene a far sapere. Concludendo – chiosa Cittadini -, io e gli altri maestri di sci siamo professionisti della montagna, conosciamo bene le piste, le difficoltà e le persone che vengono a trovarci sulla neve, la felicità di un bambino che inizia a sciare è la felicità del maestro o della maestra, si spera quindi che si smetta con le parole e finalmente si passi ai fatti per rivedere i sorrisi dei bambini sulla nostra montagna, ricordiamoci questo».

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