Sergio Fabiani durante un convegno organizzato dalla Ciip nel gennaio 2019 (Foto Vagnoni)

«In questo momento particolarmente difficile che sta attraversando il Paese e il nostro territorio, la difesa di un bene prezioso come l’acqua sarà sempre l’obiettivo primario, dai sindaci dei Comuni, all’Aato che li rappresenta, dalla Regione Marche fino ai rappresentanti dello Stato, del Ministero e della Protezione Civile».

Lo afferma Sergio Fabiani, presidente della Provincia di Ascoli, ma anche sindaco di Montegallo e presidente dell’Assemblea dei sindaci del servizio idrico. Che poi aggiunge: «Mi sento quindi di rassicurare il presidente della Ciip, Alati, che ha lanciato un accorato appello. Comprendo lo stato d’animo nell’affrontare quest’emergenza sanitaria all’improvviso con scelte impegnative, ma posso affermare che le tutte le istituzioni, partendo dall’Assemblea dei sindaci, si stanno adoperando per affrontare al meglio la situazione e superarla insieme. Sottolineo che, proprio nei momenti di difficoltà, si deve agire all’unisono assumendo ognuno le proprie responsabilità e attivando le migliori sinergie per il bene comune».

Alati, presidente Ciip (Foto Vagnoni)

«La costruzione di  un sistema forte e a totale partecipazione pubblica per la gestione del sistema idrico è l’ispirazione di tutti i sindaci che già nel 2003, tra i primi in Italia, scelsero con lungimiranza una gestione pubblica del ciclo integrato delle acque, individuando la Ciip-Vettore come soggetto in grado di assolvere a questo compito strategico. Nel tempo la società è cresciuta, in termini di fatturato e di dipendenti, ed ha gestito in maniera efficiente il servizio pur nel contenimento dei costi a carico degli utenti che i sindaci hanno “preteso” i  più sostenibili possibile. Non a caso, infatti, la bolletta è tra le più basse delle Marche».

«In tale contesto di proficua collaborazione, i sindaci sono stati sempre al fianco della Ciip-Vettore, soprattutto nei momenti più difficili. Ne rappresenta una testimonianza importante la decisione assunta nel 2017 dai sindaci, all’indomani della tragedia del terremoto, di estendere fino al 2047 la gestione del servizio idrico per consentire la realizzazione di ben 220 milioni di euro di investimenti, senza aumentare la bolletta».

«Per non parlare degli oltre 26 milioni di euro arrivati dal Ministero, per finanziare post terremoto una primo tratta di acquedotto nel territorio di Arquata. Ricordo anche il finanziamento da parte della Regione Marche e del Ministero di circa 5,8 milioni di euro nel 2019 per fronteggiare la crisi idrica. Ed ancora, le risorse di oltre 5 milioni di euro per la separazione della rete fognaria che porta al depuratore di Campolungo di Ascoli e i finanziamenti regionali di svariati milioni sui depuratori per metterli a norma».

L’inaugurazione dell’impianto Ciip di Castel Trosino (Foto Vagnoni)

«Va infine ricordato il finanziamento di otre 200 milioni di euro da parte del Ministero per  realizzare il cosiddetto “Anello dei Sibillini”, una rete acquedottistica che collegherà i territori di Ascoli, Fermo e Macerata».

«In questo quadro di grandi risorse rese disponibili  e movimentate i Sindaci hanno confermato il ruolo strategico della Ciip-Vettore, in termini di progettazione e realizzazione delle opere, con prevedibili  positivi per il territorio».

«Come in passato, anche oggi, i sindaci e le istituzioni tutte saranno in prima linea per fronteggiare la situazione. Infatti – prosegue Fabiani – già prima dell’emergenza sanitaria erano stati attivati con i Comuni una serie di percorsi finalizzati ad estendere la sospensione del pagamento delle bollette per i territori più duramente colpiti dal terremoto. Analogamente, potrà essere estesa la sospensione a tutte quelle categorie in difficoltà a causa del coronavirus. Attendiamo le decisioni dell’Autorità nazionale per agire tempestivamente».

«E’ con la certezza che la società Ciip-Vettore proseguirà in maniera esemplare a svolgere il compito affidato, che auguro buon lavoro a tutti rinnovando la mia gratitudine e ammirazione per i medici e gli operatori sanitari che sono stati sempre in prima linea per affrontare l’emergenza».

 

 

 

 

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