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Aquila reale uccisa a fucilate,
choc nel Parco dei Sibillini

SDEGNO - Nei tessuti dell’animale erano presenti quattro pallini di metallo riconducibili ad una cartuccia da arma da fuoco. Con ogni probabilità si tratta di una delle 5 coppie attualmente nidificanti all'interno dell’area protetta
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L’aquila uccisa

Ancora una volta una specie di elevato valore naturalistico ha subito le conseguenze di atteggiamenti quanto meno sconsiderati da parte dell’uomo.

Alcuni tecnici del Parco, insieme al personale della Stazione Carabinieri del Parco di Montefortino, territorialmente competente, hanno recuperato una carcassa di un esemplare adulto (probabilmente maschio) di aquila reale (Aquila chrysaetos), la cui presenza era rimbalzata su vari social prima ancora di essere segnalata alle autorità locali competenti.

Il ritrovamento è avvenuto in località Cascate del Rio, nella valle del Tenna, territorio comunale di Montefortino (Fermo).

Qualche giorno fa, a Pintura di Bolognola, a circa 1.400 metri di quota all’interno del Parco Nazionale dei Monti Sibillini, sono stati ritrovati i resti di una Vipera dell’Orsini (Vipera ursinii).

La carcassa dell’animale, che appariva parzialmente mummificata ad indicare un decesso avvenuto alcuni mesi fa in condizioni che ne hanno favorito il mantenimento, è stata trasferita all’Ospedale Veterinario Universitario Didattico di Matelica (Ovud di Unicam) per effettuare alcune prime indagini.

Seppure il suo stato di conservazione non abbia ancora consentito di accertare le cause di morte, si è potuto verificare mediante radiografia che nei tessuti dell’animale erano presenti quattro pallini di metallo riconducibili ad una cartuccia da arma da fuoco.

Ulteriori approfondimenti diagnostici si stanno svolgendo presso il laboratorio dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche.

E’ certo però che qualcuno ha sparato a questo esemplare, appartenente verosimilmente ad una delle 5 coppie attualmente nidificanti all’interno dell’area protetta.

Si tratta, in 15 anni, del terzo caso accertato nel territorio del Parco di aquile ferite con arma da fuoco, ma le altre due erano state curate e salvate, seppure condannate a vivere rinchiuse in una voliera.

Con una apertura alare di oltre due metri, l’aquila reale è la vera regina dei cieli dei Sibillini.

Oltre a costituire un indiscutibile elemento di valorizzazione del territorio, svolge un importante ruolo di regolatrice degli ecosistemi perché si nutre non solo di mammiferi ed uccelli ma anche di carcasse di animali, selvatici e non, contribuendo a ridurre il rischio di diffusione di malattie infettive.

L’aquila reale ha rischiato l’estinzione fino a diventare specie protetta anche a livello comunitario.

Oggi nel Parco Nazionale dei Monti Sibillini vivono 5 coppie nidificanti che costituiscono il principale nucleo dell’intero Appennino umbro marchigiano.

Tra le principali cause di morte ci sono però, purtroppo, ancora quelle legate all’uomo, tra cui il bracconaggio, l’uso di esche avvelenate e la folgorazione su linee elettriche.

Sebbene non sia possibile stabilire se l’aquila ritrovata sia stata presa a fucilate all’interno del Parco, tali atteggiamenti, sicuramente volontari e dolosi, non solo minacciano la sopravvivenza di questa specie, ma denotano stupida malvagità e noncuranza verso le più elementari norme di rispetto e tutela dell’ambiente, e vanno per questo denunciati ed esecrati per evitare che possano ripetersi.

 

L’ignoranza non dorme mai: ucciso un esemplare di Vipera dell’Orsini

 


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