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Decreto Rilancio, l’affondo di Fabiani
«Riconsegniamo le fasce al Quirinale»

SISMA - Il presidente della Provincia e sindaco di Montegallo critico dopo la bocciatura degli emendamenti sul paccvhetto per il rilancio delle zone terremotate: «Una decisione sconcertante, la contrasteremo con fermezza. Pronti anche a mosse eclatanti»

«Ho appreso con grande rammarico e disappunto la notizia che la Commissione Bilancio della Camera ha bocciato gli emendamenti proposti dell’Anci sul pacchetto sisma per i terrori interessati dal terremoto che ha devastato l’Italia centrale. Tali emendamenti rappresentano il prezioso lavoro di un percorso di ascolto delle comunità colpite, portato avanti con determinazione dagli amministratori locali».

Sergio Fabiani (foto Vagnoni)

A parlare è il presidente della Provincia, e sindaco dio Montegallo, Sergio Fabiani. «Ritengo che sia una decisione a dir poco sconcertante e incomprensibile -ribadisce-. Invece di utilizzare questa occasione più unica che rara per favorire, attraverso il Decreto Rilancio, una ricostruzione più veloce, sicura, efficiente e sostenibile, è prevalsa questa scelta inccettabile».

«La “cecità” di pochi individui, che non si rendono conto delle oggettive difficoltà interi territori inginocchiati dal terremoto, rischia di creare un buco nero nel cuore dell’Italia, cancellando le nostre radici e la nostra cultura -continua Fabiani-. Si tratta quindi di una decisione che va riconsiderata perché impatta su oltre 130 comuni di 4 regioni e, in questo senso ritengo, si possa contare sulla solidarietà degli 8.000 sindaci italiani che si sono sempre mobilitati, specialmente in occasione di gravi e dolorosi eventi».

«Tra poche settimane ricorrerà il quarto anniversario dalla scossa del 24 agosto 2016, la prima della tremenda sequenza -conclude-. Proporrei una mossa eclatante per costringere anche i sordi che non vogliono sentire ad ascoltare la nostra voce. Riconsegniamo le nostre fasce al Quirinale come sindaci dei comuni disastrati, mostriamo la nostra indignazione e facciamo valere i diritti dei nostri cittadini. Contrastiamo con fermezza questa iniqua decisione e facciamolo con tempestività, forti dell’appoggio di un commissario della ricostruzione come l’avvocato Giovanni Legnini che ci ha ridato l’entusiasmo di cui avevamo bisogno. Opponiamoci ora e facciamolo con forza: siamo veramente disorientati dinanzi a questa macroscopica mancanza di sensibilità verso le sofferenze di tante comunità piegate dal sisma».




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