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Regionali, il bilancio di Ameli (Pd):
«Sconfitta netta, ma risultati
straordinari nel Piceno»

MARCHE 2020 - Il capogruppo ascolano del Partito Democratico analizza a mente fredda il verdetto sfavorevole alla coalizione di Mangialardi espresso dalle urne. I dem ripartono dalle preferenze espresse in favore dei vari Casini, Curti, D’Erasmo e Cardarelli: «Siamo il primo partito in quasi tutti i comuni del cratere»

di Federico Ameli

I marchigiani hanno scelto: a guidare la Regione per i prossimi cinque anni saranno Francesco Acquaroli e la sua squadra, con il centrosinistra relegato all’opposizione dopo ben 25 anni trascorsi ai vertici di Palazzo Raffaello.

Con l’assetto del nuovo consiglio regionale in via di definizione – particolarmente delicato il caso del quarto seggio del Piceno, attualmente al centro di una contesa che vede coinvolti l’ex consigliere di Italia Viva Fabio Urbinati e il suo candidato presidente, Maurizio Mangialardi (leggi l’articolo) – in casa Pd è tempo di dovute riflessioni.

Francesco Ameli

Questa volta tocca a Francesco Ameli, capogruppo del Partito Democratico nel consiglio comunale di Ascoli, tracciare un bilancio di questa sfortunata tornata elettorale.

«Queste elezioni regionali – esordisce Ameli – ci regalano un quadro di una regione diversa rispetto a quella di qualche anno fa, dove il centrodestra risulta essere ormai parte strutturale del territorio, anche dove mai avremmo pensato fosse possibile, ma ci conferma anche che non c’è un tema nazionale nelle elezioni regionali.

Ognuno di noi ha dato il massimo per portare avanti il progetto di una regione diversa, solidale e innovativa con Maurizio Mangialardi. Purtroppo questo non è bastato».

Incassata la sconfitta, per i prossimi cinque anni l’obiettivo della sinistra sarà quello di portare avanti un’opposizione attenta e responsabile, cercando al tempo stesso di restituire la giusta credibilità a una forza politica uscita malconcia dalle urne di qualche giorno fa.

«Oggi è un giorno di pausa – prosegue il consigliere ascolano – ma da domani bisogna ripartire per costruire, ancor prima che fare opposizione. Ricostruire un partito che sia in grado di essere nei luoghi di vita e non solo sul piedistallo della verità, osservatore dei “luoghi del conflitto”. Il mondo intorno al centrosinistra è cambiato e qualcuno non se ne è accorto».

Nonostante il fallimento della coalizione, i democratici del Piceno possono quantomeno tirare un piccolo sospiro di sollievo per le cifre fatte registrare dai candidati nella circoscrizione di Ascoli, in cui il Partito Democratico è risultato essere il primo partito a fronte del 23,93% dei voti.

Anna Casini, Maurizio Mangialardi, Augusto Curti e Paolo D’Erasmo

«Qui nel Piceno questo percorso lo faremo grazie ad Anna Casini, che siederà in consiglio regionale. Augusto Curti ha ottenuto un risultato straordinario che non può essere disperso, così come quelli di Paolo D’Erasmo e Valeria Cardarelli: il presente appartiene a noi.

Lo faremo insieme ad un gruppo di ragazze e ragazzi che hanno storie diverse anche dal Pd stesso, ma sanno che una casa comune è possibile costruirla solo con mura portanti solide. Certo, la vittoria di Acquaroli è netta, ma il Pd primo partito in quasi tutti i comuni del cratere sismico testimonia quanto ogni giorno tutti noi ci siamo impegnati sul tema. È un punto di partenza, nel giorno della sconfitta».




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