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Shopping di Natale, clienti divisi
tra solidarietà ai commercianti
e la comodità dell’online

VALLATA DEL TRONTO - Limitazioni agli spostamenti e timore di eventuali contagi, come anche i prezzi estremamente concorrenziali e i tempi di consegna immediati, giocano a favore del web. Ma c’è anche chi con orgoglio non rinuncia ad aiutare i negozianti di fiducia in un momento di difficoltà
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di Federico Ameli

Natale, tempo di comunione, di riflessione, e di convivialità, ma anche – volendola vedere un po’ meno romanticamente – di acquisti e di regali. Ce n’è per tutti, nessuno escluso, anche se l’emergenza sanitaria attualmente in corso ha finito inevitabilmente per stravolgere le abitudini di milioni di italiani, e il Piceno non fa certo eccezione.

natale

L’albero di Natale alle porte di Colli

Dopo aver ascoltato le opinioni dei commercianti sull’inedito shopping prenatalizio di quest’anno (leggi l’articolo), è tempo di passare dall’altra parte della barricata, nel tentativo di cogliere gli umori, le impressioni e le tendenze dei residenti in Vallata in vista degli ultimi giorni utili per fare acquisti.

Partiamo da Colli del Tronto, dove un imponente albero di Natale piantato nel bel mezzo di uno spartitraffico ci accoglie lungo la strada che porta al paese alto. Arriviamo in piazza 25 aprile, dove nei paraggi della di Santa Felicita troviamo una coppia intenta in una passeggiata serale, giusto in tempo per tornare a casa nel rispetto delle attuali restrizioni agli spostamenti.

Nonostante una carta d’identità che sembra aver smarrito l’orgoglio di un tempo – è la stessa interessata a confessarlo – la signora Maria se la cava bene col web, e quando può cerca di cogliere le opportunità che la rete le mette a disposizione.

«Mi capita abbastanza spesso di fare acquisti su Internet -dice-. Ammetto di farlo un po’ a malincuore, perché penso sempre ai negozi del posto che soffrono la concorrenza dell’online, ma di questi tempi credo sia necessario trovare un giusto compromesso per evitare assembramenti e limitare le occasioni di contagio».

Colli, piazza 25 aprile illuminata a festa, con la chiesa di Santa Felicita sullo sfondo

Le classiche comete, emblema di un Natale della tradizione che con tutta probabilità saremo costretti ad accantonare in vista di queste feste di fine 2020, ci accompagnano lungo il viaggio di ritorno verso la Salaria. Destinazione Spinetoli, anzi, Pagliare, frenetica realtà di provincia che negli ultimi anni ha saputo ritagliarsi il suo spazio in Vallata a spese del più antico borgo.

In piazza Kennedy, sul filo del coprifuoco, scambiamo quattro chiacchiere con il giovane Marco, che si dichiara a suo agio nel fare compere online. Per non farsi cogliere impreparato, quest’anno ha deciso di giocare d’anticipo.

«Qualche settimana fa, in occasione del Black Friday, ho approfittato per acquistare qualche regalino di Natale per i miei e la mia ragazza -racconta-. Niente di troppo costoso – il budget non è dei migliori – ma non volevo rischiare di ridurmi all’ultimo minuto e di farmi prendere dalla fretta».

Il signor Luigi, storico residente del paese, la pensa un po’ diversamente: «Ho un rapporto complicato con le apparecchiature informatiche, ma al di là di questo credo che sia necessario lanciare un segnale di vicinanza ai piccoli commercianti, che di questi tempi si sono visti ridimensionare drasticamente i propri affari. Sono un po’ in ritardo con i regali, ma di certo non li acquisterò online».

La chiesa di Sant’Antonio di Pagliare, con le luminarie che addobbano tutta la via

A suon di pacchi infiocchettati, l’illuminazione predisposta dall’Amministrazione comunale in vista delle feste ci suggerisce di non demordere e di procedere a oltranza. Incontriamo dunque la signora Raffaella, che risiede in un altro comune della zona ma frequenta quotidianamente il paese per questioni di lavoro.

«Un po’ per la crisi economica, un po’ per le limitazioni agli spostamenti imposte dagli ultimi Dpcm in occasione delle festività, quest’anno la mole dei regali da acquistare si è ridotta drasticamente, dato che sono diminuite anche le occasioni per scambiarsi i doni -spiega-. In linea di massima, preferisco comunque affidarmi agli acquisti fatti di persona, perché non sempre mi capita di avere le idee chiare e in questi casi i consigli del personale si rivelano molto preziosi e determinanti nella scelta finale. Spero tanto che questa emergenza non cancelli lo spirito del Natale, aspetto ben più importante dei regali».

Visti i pareri per certi versi contrastanti espressi fin qui dai nostri interlocutori, per saperne di più abbiamo raccolto qualche testimonianza in una delle roccaforti dello shopping vecchia maniera, il centro commerciale Città delle Stelle.

La signora Francesca si dirige alla macchina con un carrello che sembra implorare pietà. «È solo la spesa – avverte -, ancora niente regali per il momento. A casa abbiamo deciso di uscire il meno possibile: vengo qui una volta a settimana, per non rischiare». Sulla scelta del supermercato sono le esigenze lavorative a far pendere l’ago della bilancia dalla parte della grande distribuzione, mentre sul fronte shopping natalizio, come prevedibile, non c’è partita.

Uno dei due ingressi laterali di Città delle Stelle

«Lavoro in un’azienda a poche centinaia di metri da qui e gli orari del centro commerciale fanno proprio al caso mio -continua-. Oltretutto, per me al giorno d’oggi la rivalità tra centri commerciali e piccole botteghe non ha più senso. Spesa a parte, però, per scongiurare ogni rischio ultimamente sto facendo ricorso ai principali portali di acquisto online: mi duole ammetterlo, ma i prezzi sono molto convenienti e i tempi di consegna incredibilmente rapidi».

Il signor Antonio, invece, la vede molto diversamente.

«Non è mia intenzione negare la praticità dello shopping telematico, ma personalmente trovo scorretto che molti scelgano consapevolmente di abbandonare al loro destino i commercianti locali -ribadisce-. Gestisco anch’io una piccola attività, fortunatamente colpita solo in parte dalle conseguenze dell’emergenza sanitaria, e mi rendo perfettamente conto della situazione drammatica che i commercianti vivono di questi tempi».

Tra una battuta e l’altra, c’è spazio anche per un piccolo appello, che Antonio rivolge sia alle istituzioni che al resto della cittadinanza.

«Trovo incredibile che finora il Governo non abbia provveduto a stanziare degli aiuti economici nei confronti di chi di questi tempi è abituato a lavorare di più per controbilanciare i periodi di magra che purtroppo si presentano nel corso dell’anno -conclude-. Nell’attesa che qualcosa si muova, invito tutti gli abitanti della zona, nei limiti del possibile, a fare uno sforzo per il bene della collettività. Dato che ormai la contrapposizione tra negozi di paese e centri commerciali è venuta meno, diamo la priorità ai commercianti locali e scongiuriamo il rischio, per me sempre più probabile, di nuove chiusure e licenziamenti».




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