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Contagi sul lavoro, Cgil:
«In dieci mesi 2.281 casi nelle Marche,
il 70,4% sono donne»

EMERGENZA CORONAVIRUS - I dati dell’Inail elaborati dall’Ires regionale: «Infermieri, medici, operatori socio-sanitari, operatori socio-assistenziali e personale non qualificato dei servizi sanitari sono i più colpiti». I numeri per provincia
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Daniela Barbaresi, segretaria Cgil

I contagi da Covid sul lavoro nelle Marche, il punto sulla situazione della Cgil.

«Tra la fine di gennaio e il 30 novembre sono 2.281, di cui ben 640 in più rispetto alla rilevazione del mese precedente. In Italia i contagi sul posto di lavoro sono oltre 104.000. Sono le donne quelle più colpite e nelle Marche rappresentano il 70,4% dei contagiati».

È quanto emerge dai dati dell’Inail, relativi agli infortuni denunciati, elaborati dall’Ires Cgil regionale. Secondo Daniela Barbaresi, segretaria generale Cgil Marche, «il peso della seconda ondata Covid si sta facendo sentire in modo molto pesante sul lavoro. Non solo in termini di posti di lavoro persi, ma anche sul piano della salute e della sicurezza dei lavoratori e soprattutto delle lavoratrici, visto che sono le donne le più colpite dai contagi sul lavoro. Decisiva sarà la campagna di vaccinazioni che dovrà essere il più possibile rapida e diffusa nella popolazione a partire dagli operatori sanitari e sociali».

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Matteo Pintucci, segretario generale Fp Cgil Marche

«Infermieri, medici, operatori socio-sanitari, operatori socio-assistenziali e personale non qualificato dei servizi sanitari sono i più colpiti dal contagio – si legge nella nota -. Infatti, il settore più martoriato è quello della sanità e dell’assistenza sociale (ospedali, case di cura e di riposo), dove si concentra il maggior numero dei contagi denunciati. Seguono le attività di trasporto e magazzinaggio (corrieri, conduttori e impiegati), le altre amministrazioni pubbliche (soprattutto vigili urbani), attività manifatturiere e servizi alle imprese (addetti alle pulizie, vigilanza, ecc.)».

Le province più colpite sono quelle di Ancona, con il 34,4%, e Pesaro e Urbino, con il 31,0% dei casi. Seguite da Macerata, con il 20,1%, Fermo, con il 7,9%, e Ascoli Piceno, con il 6,6%. A livello nazionale, i morti sul lavoro da Covid sono stati 366, soprattutto uomini, a differenza da quanto avviene per i contagi complessivi che colpiscono maggiormente le donne, e sono concentrati nella fascia di età over 50. Nelle Marche i morti sono stati 12, pari al 3,3% del totale nazionale».

«Il mondo sanitario e assistenziale, in prima linea nella lotta al Covid, è il più coinvolto -aggiunge Matteo Pintucci, segretario generale della Fp Cgil Marche-. Lavoratrici e lavoratori ogni giorno sono alle prese con il rischio di ammalarsi, oltre alla fatica di turni estenuanti e prestazioni straordinarie per la mancanza di organici adeguati, soprattutto negli ambiti ospedalieri, sanitari e di assistenza. Peraltro, occorre precisare che sono 583 gli operatori sanitari attualmente in isolamento domiciliare. Va poi ricordato che sono scaduti i contratti nazionali della sanità pubblica e di quella privata nell’ambito del settore della riabilitazione, oltre alle criticità emerse da parte datoriale nell’applicazione del contratto della sanità privata ospedaliera».

 




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