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Plasma immune al Covid,
sinergia tra Avis e Asur
Ecco il primo donatore

EMERGENZA CORONAVIRUS - Enrico Antonio Ciannavei ha compiuto l'importante gesto. Il presidente provinciale Lauretani: «Chi è guarito dal virus contattai i centri trasfusionali o le segreterie dell'associazione per aiutare a combatterlo»
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Il 2 febbraio è stata una giornata da ricordare: in un territorio dove la donazione di sangue da sempre targata Avis opera da più di 80 anni, con i suoi 8.275 donatori, che donano circa 15.000 sacche, tra sangue intero e plasma, è arrivata la prima donazione di “plasma immune”. Ce ne saranno altre, l’11 e il 24 febbraio.

Enrico Antonio Ciannavei

«Dobbiamo ringraziare la prima persona che ha donato al Centro trasfusionale di Ascoli, Enrico Antonio Ciannavei, che ha voluto metterci la faccia, perché chi ha fatto l’esperienza Covid sa bene quanto sia importante questa donazione, per combattere la terribile pandemia -spiega il presidente dell’Avis Provinciale Dino Lauretani-. Fino ad ora c’era la fase sperimentale e si doveva andare a Fermo per donare: più di dieci, tra iscritti all’Avis e non, hanno già donato il plasma immune, ed era tanta la convinzione del gesto che per farlo sono andati a Fermo».

«Grazie a tutti -aggiunge Lauretani-. I donatori in anonimato quotidianamente fanno un gesto meraviglioso; nella nostra provincia mediamente ogni giorno sono in 40/45 e non se ne parla. È quasi normale, perché occorre tenere sempre le emoteche con delle scorte adeguate. Questa volta, però, ci è sembrato opportuno rendere pubblico questo evento, per invitare tutti quelli che sono guariti dal Covid, donatori e non, a contattare i centri trasfusionali o le segreterie zonali dell’Avis e fare questa donazione, che aiuterà a combattere il virus».

«Ora anche nella nostra Area Vasta è possibile donare il plasma immune, da parte dei convalescenti o guariti dal Covid -sottolinea il dottor Antonio Canzian, primario di Medicina Trasfusionale-. I requisiti sono quelli che la legge richiede per l’abituale donazione del sangue o plasma, con un’unica particolarità, che riguarda le donne, le quali non devono aver avuto gravidanze. Ovviamente occorrerà essere guariti dalla malattia e, soprattutto, avere un adeguato livello di anticorpi anti SARS-CoV-2, in modo che il plasma donato, infuso ai pazienti, possa neutralizzare il virus e contribuire a fargli superare la malattia».

«Per questo motivo -conclude Canzian- tutti coloro che vorranno donare il proprio plasma, previa prenotazione presso il Centro Trasfusionale di Ascoli (tel. 0736.358604) o di San Benedetto (0735.793548), verranno prima sottoposti ad un prelievo di sangue, per accertare prioritariamente questa condizione. Purtroppo la pandemia è ancora in atto, pertanto è certamente utile avere a disposizione, oltre ai farmaci, anche questo ulteriore mezzo terapeutico».

 

 




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