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«Oltre 30 classi del cratere
rischiano la soppressione»
L’Anci scrive al ministro Bianchi

SCUOLA - L'appello lanciato dalla presidente Valeria Mancinelli a nome dei sindaci che hanno sollevato la questione: «Quella che sembrava un'eventualità è diventata invece un grave problema che riguarda 83 comuni»

«Per il prossimo anno scolastico, più di 30 classi ubicate nelle scuole del cratere della Regione Marche risultano soppresse».

Valeria Mancinelli

È la denuncia dell’Anci, che sul tema scrive una lettera indirizzata al ministro dell’istruzione Patrizio Bianchi, e per opportuna conoscenza al presidente della Regione Francesco Acquaroli e all’assessore alla ricostruzione Guido Castelli.

«Nel momento in cui finalmente la ricostruzione ha preso concreto avvio assistiamo all’esito paradossale per cui le famiglie giovani, con figli in età scolare, costrette dal terremoto a trasferirsi temporaneamente in altro comune, possono finalmente tornare nella casa di residenza ricostruita ma, essendo state soppresse le classi, i bambini non vengono accolti dalla scuola del loro comune, anch’essa riparata o ricostruita o comunque mantenuta, ma dirottati in altra sede» spiega la presidente Anci Valeria Mancinelli a nome dei sindaci che hanno sollevato la questione.

«Quella che sembrava una eventualità è diventata invece un grave problema che riguarda gli 83 comuni inclusi nell’area del cratere colpiti dal sisma -continua-. In molti comuni stiamo assistendo alla soppressione di classi già attivate, nonostante la chiara deroga nel rapporto alunni/classe stabilita decreto legge 189 del 2016».

Devastazione causata dal sisma ad Arquata

«Nel momento in cui la tendenza si sta finalmente invertendo e i rientri diventeranno sempre più numerosi nei prossimi anni, è di vitale importanza continuare a mantenere il numero delle classi già attivate negli anni precedenti in deroga ai limiti di legge -va avanti- la Mancinelli-. Diversamente, oltre al danno sociale, ne deriverebbe un grave danno economico dovuto allo spopolamento dei borghi e dei comuni montani in cui lo Stato ha investito e sta investendo risorse ingentissime per la ricostruzione, che non è solo quella fisica degli edifici distrutti, ma anche del tessuto economico e sociale delle aree colpite».

«La pandemia ha messo in luce come proprio queste realtà locali possono diventare un’alternativa al modello di sviluppo sin qui prevalente offrendo la possibilità di uno stile di vita attrattivo per le nuove generazioni e alternativo alle grandi concentrazioni urbane -conclude-. Per tutto quanto sopra esposto chiediamo l’intervento del ministro con la massima urgenza, affinché sia rispettata da parte dell’Ufficio Scolastico Regionale la deroga in questione e, anzi, eventualmente rafforzata ed estesa per scongiurare le gravi conseguenze descritte»




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