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“Scorfena della settimana”:
le inguardabili tettoie

ASCOLI - Numerose nelle rue del centro storico. Sono anti estetiche e, in molti casi, anche abusive. Ed entrano nella carrellata del degrado di “Ascoli Nostra”, giunta alla settima puntata
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di Andrea Ferretti

 

Prosegue la carrellata di “Ascoli Nostra” che ogni settimana assegna uno “scorfena” (in dialetto ascolano, dal pesce “scorfano”, animale brutto per antonomasia) ad una situazione che rappresenta il degrado della città. Ascoli città romana e medievale. Ascoli turistica. Ascoli forse capitale italiana della cultura 2024. Tutto vero. Ma, come ogni città che si rispetti – per fare un esempio pensiamo a Roma e alle sue storiche buche, pardon voragini, sulle strade – ha le sue situazioni di degrado. Alcune di queste sono continuamente minate dall’incivile comportamento delle persone. Altre sono dovute all’incuria di chi dovrebbe provvedere che ciò non accada. Altre ci sono… e basta.

Stavolta la solerte “Ascoli Nostra”, nella sua settima puntata, si sofferma sulle tettoie. Non si contano più, sono di vario genere e di materiale più disparato. Si va dalla vecchia plastica al moderno plexiglass, dal ferro al legno, a quelle addirittura in muratura. E forse ce n’è qualcuna, magari più datata, in eternit (materiale cancerogeno). Quasi tutte accomunate dal fatto di essere abusive.

La maggior pare sono presenti nelle rue del centro storico, quelle frequentate da molti turisti alla ricerca di angoli suggestivi e, in questo periodo in particolare, anche di qualche vicolo dove non picchia il sole cocente.

In alcuni luoghi queste tettoie compromettono addirittura la viabilità. Per chi ci abita sono indispensabili per evitare che l’acqua piovana bagni ogni volta la porta d’ingresso (in legno o in ferro/vetro) dell’abitazione. Per chi le vede, invece, è solo un oggetto antiestetico che spezza la visuale di luoghi e scorci antichi che hanno fatto e fanno la storia della città.

Un bel monitoraggio di cui si potrebbe occupare la Polizia Municipale? Tanto per cominciare, magari con calma dopo l’estate, non sarebbe una cattiva idea.

 

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