Un anno fa, l’11 febbraio 2021 finanzieri della Compagnia di San Benedetto si presentarono nel Comune di Montefiore dell’Aso per quella che, dal dispiegamento di forze in campo, sembrava un’indagine importante. L’accesso veniva ripetuto dopo qualche settimana. La corposa presenza di agenti e la chiusura degli uffici pubblici non passava inosservata nella piccola comunità montefiorana che per mesi si è interrogata sull’accaduto.

Il sindaco Porrà

L’indagine era partita da un esposto presentato da Riccardo Morelli, ex consigliere comunale in carica fino al 2019,  che denunciava una serie di azioni a suo dire illecite poste in essere dal sindaco e vari dipendenti comunali. Gli inquirenti, dopo aver agito verso ignoti, decidevano di iscrivere nel registro degli indagati, in concorso tra loro, per il grave reato di abuso d’ufficio, il sindaco e l’allora responsabile dell’ufficio tecnico geometra Mario Maroni attualmente in pensione.

Venivano contestati la mancata riscossione degli oneri di urbanizzazione e il fatto che il sindaco avesse assunto la veste di responsabile dell’ufficio tecnico, in conflitto di interessi.

A fine novembre 2021 la Procura della Repubblica di Fermo ha notificato l’avviso di conclusione delle indagini ai due indagati, nel quale veniva indicato come persona offesa il Riccardo Morelli, colui che aveva prodotto l’esposto.

I legali incaricati dagli indagati, l’avvocato Alessandro Ciarrocchi per il sindaco Lucio Porrà e l’avvocato Simone Moriconi per Mario Maroni, effettuate indagini difensive e acquisita ulteriore documentazione attestante il corretto e trasparente operato dei loro assistiti, hanno chiesto l’interrogatorio degli indagati.

Nel corso del quale Porrà e Maroni hanno chiarito la propria posizione dimostrando documenti alla mano che gli oneri pagati al Comune risultavano maggiori di quelli che il sindaco avrebbe dovuto versare sulla base delle opere effettivamente realizzate. 

Il piemme ha poi avanzato la richiesta di archiviazione nella quale si legge che in favore di Porrà potrebbe addirittura configurarsi un credito verso l’Amministrazione per oneri pagati in eccesso. Anche l’assunzione della responsabilità dell’area tecnica è risultata una decisione corretta e necessitata dalla temporanea vacanza di un posto, scelta che peraltro ha fatto risparmiare al Comune diverse migliaia di euro. A quel punto il gip Maria Grazia Leopardi ha accolto la richiesta di archiviazione e posto fine all’indagine.

Grande la soddisfazione dei due indagati e dei loro difensori Ciarrocchi e Moriconi.

«E’ stato un periodo molto difficile per me, per la mia famiglia, per i dipendenti comunali e per l’attività politica – il commento del sindaco Porrà – anche se sono stato sempre consapevole dell’inconsistenza di qualsiasi accusa. Da tempo infatti sono bersaglio di esposti/denunce, accuse e diffamazioni tutte a firma del signor Riccardo Morelli. Fortunatamente, però, la giustizia ha fatto chiarezza anche questa volta. Dal provvedimento di chiusura delle indagini ho appreso con piacere che il piemme ha riconosciuto la limpidezza del mio operato come cittadino e soprattutto, come sindaco che da oltre trent’anni si è messo al servizio della cittadinanza di Montefiore dell’Aso. Ora – conclude Porrà – spero che il signor Morelli  possa finalmente lasciar lavorare l’Amministrazione pubblica, preoccupandosi magari di difendersi nel processo già iniziato dinanzi al Tribunale di Ascoli dove è stato rinviato a giudizio per diffamazione nei miei confronti e nei confronti del Comune di Montefiore dell’Aso, entrambi costituiti parte civile».

 

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