di Epifanio Pierantozzi
“Si tratta di porzioni dell’impianto di raccolta dei liquidi dell’ex-mattatoio, costruzioni di epoca recente. I ‘tre buchi’ svolgevano evidentemente la funzione di fossa biologica e comunicano con un unico cavo, emerso dopo la demolizione del mattatoio, che interessa solo porzione del marciapiede in lunghezza e non si allarga verso la strada”.
“Questo ‘cavo’ – continua la nota del Comune – delimitato da una parete in conglomerato cementizio armato verso la strada mentre verso l’interno del mattatoio ha dei paramenti murari posti tra un plinto e l’altro di fondazione, verrà riutilizzato a lavori completati per interrare le nuove fosse settiche, evitando tra l’altro di dover svolgere un intervento apposito”.
“Va inoltre evidenziato che via Manara è attraversata da diverse condotte a varie profondità, le fosse settiche sono ovunque (sui marciapiedi, sulle strade), come pure le cisterne dei grossi condomini. Ma sinora, almeno a quanto risulta, non si sono mai verificati problemi. Si deve pertanto concludere che tutto ciò non rappresenti una minaccia per l’integrità della strada e che le uniche misure di sicurezza da adottare, e che sono state adottate, sono quelle inerenti la gestione degli spazi di cantiere”.
Par di capire che il “buco” o “cavo” verrà riutilizzato così com’è. Dopo che una betoniera ha scaricato il cemento per realizzare la base della palazzina, però, qualche domanda all’Amministrazione è d’obbligo: si può conoscere il progetto della palazzina “interamente finanziato dall’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica – Erap Marche”?
Per ora, infatti, si sa solo che “verranno costruite 14 unità abitative”. Su quanti piani distribuiti, con che superficie media? Con quanti parcheggi a disposizione? Misteri che, trattandosi di “cosa pubblica”, non possono esistere.
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