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Ricostruzione e caso Legnini, lettera aperta delle associazioni di Arquata del Tronto: «Il commissario non si tocca»

SISMA - E' un appello quello che arriva dai proprietari e dai volontari che operano sul territorio e che da sei anni combattono contro tutto e tutti. Al centro le ipotesi del non rinnovo del mandato al Commissario e lo smantellamento, o ridimensionamento, della struttura commissariale
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Le associazioni di proprietari e di volontariato del Comune di Arquata del Tronto hanno scritto una lettera aperta rivolta a tutte le forze politiche in relazione alle ipotesi di non rinnovo del mandato, a fine anno, al Commissario alla ricostruzione Sisma 2016, Giovanni Legnini, e di smantellmento o ridimensionamento della struttura commissariale.

Il commissario Legnini

L’hanno firmata le associazioni Pescara del Tronto 24/08/16, Familiari delle vittime “iostoconpescaradeltronto”, Proprietari Arquata del Tronto capoluogo, Capodacqua viva, Proprietari frazione Piedilama di Arquata del Tronto, Proprietari immobiliari frazione Pretare, Alba di Vezzano, Arquata Futura, Arquata Potest, Piè Vettore; e i comitati Ricostruire Tufo, Insieme per ricostruire Camartina, Ancora Capodacqua.

“Le Associazioni di proprietari e di volontariato del territorio di Arquata del Tronto, il comune marchigiano che ha pianto cinquantuno morti nel sisma dell’agosto 2016 – scrivono – esprimono grande preoccupazione in relazione alle ipotesi, circolate nei giorni scorsi, di non rinnovo del mandato, in scadenza a dicembre, al Commissario straordinario Sisma 2016, Giovanni Legnini, di una sua sostituzione o di un ridimensionamento della stessa Struttura commissariale, sempre a fine anno. Se anche una sola di queste ipotesi diventasse realtà, il futuro della ricostruzione sarebbe irreparabilmente compromesso. Tutti noi che, da più di sei anni, viviamo la faticosa realtà del post sisma, sappiamo che la gestione Legnini ha interrotto quattro anni di paralisi, mettendo in campo un inestimabile patrimonio di competenza, energia, trasparenza, ricerca di concertazione con le comunità colpite.

 

Il dottor Italo Paolini, presidente di “Arquatafutura”

In sintesi – proseguono associazioni e comitati arquatani – il Commissario Legnini ha davvero avviato la Ricostruzione, anche grazie al pungolo e al supporto costantemente esercitati nei confronti delle istituzioni locali. Ora sentiamo dire che ci si vorrebbe disfare di tutto questo, in vista di un quanto mai fumoso “passaggio di competenze alle Regioni”. Ma nessun “nuovo corso” e nessun “passaggio di competenze”, eventualmente attuabile molto più in là, può giustificare oggi un incomprensibile benservito a chi ha dimostrato di saper lavorare nell’interesse di tutto il cratere, fuori da ogni logica di partito e mostrando capacità preziose di coordinamento e ascolto dei diversi attori in campo: istituzioni nazionali e locali, tecnici, imprese, associazioni e comitati di terremotati, singoli cittadini.

 

Di tutto questo – aggiungono – la Ricostruzione del Centro Italia ha ancora e più che mai bisogno. Ha bisogno che permanga nella forma e nelle competenze attuali, e con la medesima guida, una Struttura commissariale che sta dimostrando, nel quotidiano e in prospettiva, di sapere e volere porre rimedio ai tanti ritardi degli scorsi anni. Una struttura che ha il polso della situazione Comune per Comune e che conosce una per una le problematicità da superare, dimostrando di saper mettere in campo le competenze per sciogliere quei nodi normativi che, fino al Commissario Legnini, sembravano definitivamente paralizzanti.

 

Il sindaco di Arquata Michele Franchi

Ha senso smantellare o depotenziare la Struttura commissariale? Ha senso sostituire al suo vertice – non si capisce in base a quale logica, visto che il merito di Legnini è indiscutibile – colui che la sta facendo finalmente funzionare con efficienza? Vogliamo ricordare che quella struttura è in procinto di varare il tanto atteso “testo unico della ricostruzione” elaborato durante gli ultimi due anni nel confronto costante con attori istituzionali, tecnici, popolazioni, imprese. Un provvedimento che, se approvato dal futuro Parlamento, potrà fornire criteri sicuri per affrontare le emergenze che tanto frequentemente si manifestano nel nostro paese, di cui è esempio la disastrosa alluvione verificatasi in questi giorni proprio nella nostra regione, le Marche.

 

Come protagonisti principali, nostro malgrado, degli eventi che tra il 2016 e il 2017 ci hanno privato delle case e hanno inferto gravissimi colpi alle nostre comunità, affermiamo che sarebbe incomprensibile la sostituzione o il ridimensionamento di una figura di altissimo profilo e comprovata capacità come quella del Commissario Giovanni Legnini. Se questo avvenisse, significherebbe voler negare continuità a una gestione che è stata ed è l’unico elemento di concretezza e speranza, l’unica vera garanzia per noi terremotati nel panorama della ricostruzione post sisma 2016.

 

Auspichiamo che nessuno abbia davvero in animo di allontanare il Commissario Legnini o di ridimensionare le sue competenze e quelle della Struttura dai lui diretta. Facciamo appello – la conclusione –  in questo senso, a tutte le forze politiche, alle quali chiediamo di ascoltare davvero le voci dei territori. Ne va, lo ripetiamo, del futuro della ricostruzione, del nostro futuro”.




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