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Ascoli highlander: non muore mai, va sotto di un gol ma agguanta il meritato 1-1 allo scadere

SERIE B - Come era accaduto a Benevento, altro imbarazzante inizio ripresa della squadra di Bucchi che dopo l'intervallo sembra tornare in campo al 9', dopo il gol di Aye. A tiri da fuori che non impensieriscono Guarna nel primo tempo, la squadra di Bucchi risponde con una superlativa reazione. Il Picchio sfiora due volte il pari, poi lo centra con Botteghin nell'extratime. Finale incandescente: proteste, rosso al portiere, un giocatore in porta, il labbiale da incorniciare del presidente delle rondinelle, il Cellino furioso. Brescia in silenzio stampa
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di Andrea Ferretti

 

Brescia-Ascoli si chiude con un “ma che arbitro di m…” del presidente delle rondinelle Cellino nei confronti del direttore di gara Gariglio di Pinerolo. Si evince chiaramente dal suo labbiale in tribuna proprio mentre i bianconeri in campo impazziscono di gioia abbracciandosi con i propri tifosi che stanno lì a tre metri dalla rete della porta. Quella rete dove è finito il colpo di testa di Botteghin che permette all’Ascoli di tornare casa con un punto più che meritato. A Brescia, però, si ripete quanto accaduto a Benevento, ovvero Ascoli al cloroformio ad inizio ripresa e avversari in gol. A Benevento però il Picchio era in vantaggio, stavolta è invece andato sotto reagendo alla grande e trovando la giusta ricompensa allo scadere. Il Brescia? Qualche tiro dalla distanza nel primo tempo, un cadeau bianconero ad inizio secondo tempo, poi  basta. A cosa serve contare i calci d’angolo? Forse a niente, ma quando alla fine il tabellino racconta di Brescia 1 e Ascoli 11 allora il dato diventa significativo. E . Per i 260 tifosi ascolani un altro bellissimo lungo viaggio di ritorno. Il prezioso punto di Brescia non può non essere dedicato a Mauro Morganti. venerdì sera al “Del Duca” sotto con la capolista Frosinone.

 

LE PREMESSE – Bucchi recupera Buchel (che va in panchina) e, dopo il turno di squalifica, anche Falasco. Con Leali e Gnahorè in infermeria restano Bidaoui e Donati. Rispetto all’undici di Venezia, l’unica novità è proprio Falasco che ritrova il suo posto a sinistra al posto di Adjapong. Sul fronte opposto Clotet conferma il collaudato 4-3-3.

 

IL PRIMO TEMPO – Primo brivido all’8′. La difesa dell’Ascoli si apre, Aye si infila nello spazio giusto, Guarna esce e rischia anche il calcio di rigore, ma l’attaccate lo anticipa di poco anche se poi non si può parlare di conclusione. Al 15′ la prima conclusione del march. E’ del Brescia: missile destro di Bisoli da fuori area, Guarna c’è e usa i pugni. Gli stessi che al 43′ gli servono per respingere il calcio piazzato di Ndoj. Si va al riposo dopo quarantasei minuti equilibrati, ma anche privi di grosse emozioni. Due respinte di Guarna, mai impegnato il dirimpettaio Lezzerini.

 

IL SECONDO TEMPO – Subito dentro Mendes per Gondo, tatticamente non cambia nulla. Al 5′ Olzer ci prova dal limite, sinistro alto. Dopo un minuto Aye arriva tardi sulla deviazione a centimetri zero da Guarna, brivido. Il Brescia è più concreto, l’Ascoli sonnecchia, anche troppo. Il gol delle rondinelle è nell’aria e arriva infatti al 9′ quando Aye buca Gurna con un colpo di testa in avvitamento che si trasforma in un beffardo pallonetto. Ma è grave come il centravanti venga lasciato lì da solo. Il gol sveglia l’Ascoli e la risposta è immediata: all’11’ ennesimo centro di Falasco su cui Dionisi arriva con leggero ritardo, al 12′ sinistro sempre del capitano parato da Lezzerini. La partita diventa interessante. Al 23′ Bucchi ne cambia due (Adjapong per Falzerano, Lungoyi per Caligara) e passa al 3-4-1-2 con Lungoyi dietro le due punte. Al 26′ Botteghin pesca Mendes che da fuori area  mira all’angolo, Lezzerini si distende e salva il risultato. Cambi anche nel Brescia con Moreo e Mangraviti per Bianchi e Cistana. Ascoli vicino al pareggio anche al 29′ con il bolide di Falasco di poco alto sulla traversa. L’Ascoli attacca, il Brescia si chiude, gli spazi diminuiscono e le cose si complicano. Al 38′ finisce la partita per Aye e Eramo, dentro Nuamah e Giovane. Si passa al tutto per tutto quando al 42′ Ciciretti subentra a Falasco. Al terzo dei quattro minuti di recupero il meritatissimo pareggio dell’Ascoli. Calcio piazzato proprio di Ciciretti, un giocatore del Brescia la tocca di testa e in mezzo alla mischia, in tuffo, ecco l’incornata di Botteghin. Il gol è pulito ma le proteste del Brescia fioccano: giallo a Karacic e rosso al portiere Lazzerini con Moreo che finisce la gara tra i pali perchè Clotet ha esaurito gli slot. Dopo la partita il Brescia si ammutolisce. E’ silenzio stampa. Rispetto a quello che ha detto il presidente Cellino in tribuna è decisamente meglio questo. Ce ne faremo una ragione, e stanotte dormiremo.

 

BRESCIA (4-3-3): Lezzerini; Karacic, Cistana (26’st Mangraviti), Adorni, Huard; Bisoli, Van de Looi, Ndoj (43’st Galazzi); Olzer, Aye (38’st Nuamah), Bianchi (26’st Moreo). A disposizione: Andrenacci, Jallow, Garofalo, Benali, Niemeijer. Allenatore: Clotet

 

ASCOLI (3-5-2): Guarna; Simic, Botteghin, Quaranretta; Falzerano (23’st Adjapong), Collocolo, Eramo (38’st Giovane), Caligara (23’st Lungoyi), Falasco (42’st Ciciretti); Dionisi, Gondo (1’st Mendes). A disposizione: Baumann, Bellusci, Tavcar, Giordano, Salvi, Buchel, Palazzino. Allenatore: Bucchi

 

Arbitro: Gariglio di Pinerolo (assistenti Gualtieri di Asti e Ricci di Firenze, quarto ufficiale Longo di Cuneo, Var Abisso di Palermo, Avar Muto di Torre Annunziata)

 

Reti: 9’st Aye (B), 48’st Botteghin (A)

 

Note: spettatori 4.971. Espulso 48’st Lezzerini (B) per proteste. Ammoniti: Caligara (A), Bisoli (B), Cistana (B), Moreo (B) per gioco falloso, Karacic (B) per proteste. Angoli 11-1 per l’Ascoli. Recupero 1’+5′




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