
Il risultato del referendum sulla giustizia nel Piceno consegna un quadro netto: il “No” si afferma come scelta prevalente, accompagnato da una partecipazione significativa che rafforza il peso politico del voto espresso (leggi qui).
A San Benedetto il “No” ha ottenuto il 53,90% contro il 46,10% del “Sì”, con un’affluenza complessiva del 63,01%. Un dato che supera la media provinciale e che viene letto dalle forze politiche come il segnale di un coinvolgimento diffuso e tutt’altro che scontato.
Secondo gli esponenti della coalizione progressista, il risultato rappresenta «una scommessa vinta in difesa della Costituzione», costruita grazie al lavoro congiunto di partiti, sindacati, associazioni e attivisti. Determinante, viene sottolineato, la capacità di parlare agli elettori nei territori, dai quartieri storici a quelli a maggiore densità popolare, fino alle aree centrali, dove si registrano risultati particolarmente significativi.

Francesco Ameli
«L’Italia ha detto “No” a una riforma costituzionale imposta a colpi di maggioranza, calpestando il ruolo del Parlamento. Ha detto “No” con una partecipazione straordinaria, come non si vedeva da anni. E quando vengono chiamate a difendere valori fondamentali, rispondono. Inoltre è un segnale che non va sottovalutato: le nuove generazioni non sono apatiche, sono esigenti. La Costituzione ha vinto. Ora tocca a noi trasformare questo vento in un progetto concreto per il futuro del nostro territorio», ha esordito Francesco Ameli, segretario provinciale di Ascoli del Partito Democratico.
«Nel Piceno – sono ancora le parole di Ameli – il dato è ancora più significativo. La provincia di Ascoli Piceno è l’unica delle province del centro-sud, storicamente di centrodestra, ad aver votato “No” con un risultato netto, con un’affluenza altissima (quasi il 67%) un dato che parla solo. La testimonianza che esiste un’alternativa alla destra in Ascoli nel voto ideale e d’opinione.
A San Benedetto del Tronto il distacco tra “No” e “Sì” è stato ancora più netto. È la dimostrazione che quando il centrosinistra lavora con serietà, senza tatticismi e senza divisioni, i risultati arrivano. A Colli del Tronto si respira speranza.
Tanto a livello nazionale quanto nelle Marche e nel Piceno, il centrodestra ha subìto uno schiaffo netto, facendo erroneamente affidamento sull’indifferenza dei cittadini».
Il segretario cittadino del Partito Democratico, Marco Giobbi, ha evidenziato come il metodo adottato abbia fatto la differenza: riportare il confronto sui temi, stimolare la riflessione sui valori democratici e rilanciare il voto come strumento di partecipazione. «Abbiamo vinto questo referendum e da qui dobbiamo ripartire», ha dichiarato, indicando già la direzione in vista dei prossimi appuntamenti elettorali.
Il messaggio politico che emerge è chiaro: coinvolgere gli indecisi, lavorare quotidianamente sul territorio e mantenere un dialogo costante con i cittadini. Una strategia che, secondo la coalizione, sarà centrale anche nelle future campagne elettorali, basate su ascolto e presenza capillare.
Dall’entroterra arrivano letture analoghe. Il sindaco di Offida Luigi Massa ha parlato di «risveglio della coscienza democratica e costituzionale della nazione», commentando un risultato locale che vede il “No” al 56,90%. Un dato che si inserisce in un quadro provinciale dove il “No” raggiunge il 52,06%, superando il “Sì” fermo al 47,44%.
Per Massa, si tratta di una risposta «straordinaria» dei cittadini, tutt’altro che casuale: «un vero e proprio risultato di popolo, forte e inequivocabile». Il primo cittadino ha sottolineato come, su temi fondamentali come la Costituzione, l’elettorato abbia dimostrato consapevolezza e capacità di valutazione.
Sono 5.807 gli elettori pari al 58,36% che si sono recati alle urne e si sono così espressi : 41,03% Sì 58,97 % NO

Una sezione di voto a Monteprandone
Anche a Monteprandone è stata netta la prevalenza del “No”. Sono 5.807 gli elettori pari al 58,36% che si sono recati alle urne e si sono così espressi: 41,03% “Sì” e 58,97 % “No”.
A rafforzare questa lettura interviene anche il Comitato Società Civile per il No del Piceno, che parla di «una vittoria larga e bellissima», sottolineando come la Costituzione sia stata difesa da un tentativo di modifica ritenuto rischioso per l’equilibrio dei poteri. Il Comitato evidenzia come il risultato nel territorio sia andato «ben oltre ogni più rosea aspettativa con il “No” prevalso nella larga maggioranza dei comuni e accompagnato da un’alta affluenza diffusa».
Il quadro si completa con il livello regionale e nazionale. Il Partito Democratico Marche parla di una «vittoria del “No” nelle Marche e in Italia», evidenziando come nella regione l’affluenza abbia superato la media nazionale, sfiorando il 64% contro circa il 59% complessivo. Un dato che viene interpretato come il segno di una forte partecipazione e di un chiaro rifiuto della riforma proposta dal centrodestra.
La segretaria regionale Chantal Bomprezzi sottolinea come il risultato rappresenti «un successo della democrazia e della difesa dell’indipendenza della magistratura», oltre che un segnale politico in vista dei prossimi appuntamenti elettorali, con la possibilità di costruire un’alternativa di centrosinistra anche a livello locale e regionale.
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