di Pier Paolo Flammini

Tifosi Samb
Il pareggio nel finale a Terni ha un sapore diverso rispetto a quello ottenuto allo scadere a Campobasso, all’andata, quando il punto (l’unico) fu davvero immeritato; diverso rispetto anche al pareggio sempre in rimonta contro il Pineto, in casa, quando invece la Samb subì il gol nell’unico mezzo tiro degli ospiti (un cross terminato in porta) senza riuscire a trasformare una mezza dozzina di occasioni nel primo tempo.
Un punto che cambia di poco la classifica ma che serve a non affondare e a rimandare la possibilità dell’aggancio alla prossima partita: domenica sera la Samb gioca a Pineto, quarto in classifica, e ha un solo risultato utile, la vittoria. Servirà dunque un’impresa, anche se i rossoblù in trasferta hanno quasi sempre fatto buone figure anche nelle sconfitte (eccezione la partita contro la Juve Next Gen e, per altri versi, a Livorno). Una vittoria a Pineto permetterebbe di pensare di raggiungere i 38 punti che potrebbero valere la salvezza diretta: in quel caso si potrebbe pensare di recuperarne 2 alla Torres (che comunque nel ritorno ha messo insieme 20 punti sui 31 totali) o addirittura 5 al Carpi (8 punti, 11 la Samb), ma gli emiliani hanno oggettivamente un calendario molto agevole (Pontedera, Vis Pesaro, Forlì e Guidonia all’ultima quando i laziali potrebbero essere salvi) e non conviene sognare.
Altra ipotesi per la salvezza diretta, distanziare il Bra di 9 punti rispetto ai 3 attuali: ma i piemontesi devono recuperare una partita e affrontano Pontedera e Forlì prima del trittico finale meno semplice (Campobasso, Ternana, Juve). Valutazioni che comunque hanno un passaggio obbligato: la vittoria a Pineto, altrimenti occorrerà pensare ai play out sperando di terminare sopra il Bra per avere il vantaggio nello spareggio.
Boscaglia, che da martedì riprenderà gli allenamenti, dovrà decidere se affidarsi a un centrocampo a 3, che ha dato buoni risultati nel secondo tempo a Terni e nel finale col Campobasso: in entrambe le occasioni la Samb si è schierata col 3-5-2. Altra ipotesi è il 4-3-3. In qualsiasi combinazione c’è un giocatore che non gioca nel suo ruolo preferito: nel 3-5-2 è Parigini che si deve sacrificare come esterno destro di centrocampo; con il 4-3-3 è Stoppa (se schierato attaccante e non centrocampista…) ad essere dirottato sulla destra d’attacco con Eusepi un po’ solo davanti. Ma anche con il 4-2-3-1 (o 4-4-2) a Terni in particolare si è evidenziata la scarsa tenuta difensiva di Marranzino, forse più a suo agio a sinistra.
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