L’allarme sulla sicurezza dell’A14: 11 vittime in sei anni e nessuna soluzione definitiva

AUTOSTRADA - Dai tre morti nella Galleria Castello all’incendio della Galleria Vinci: il bilancio degli incidenti sul tratto marchigiano torna al centro del dibattito pubblico. Il deputato Giorgio Fede (M5S) attacca governo e Regione: «Dopo anni di denunce ancora solo promesse. Nessuna risposta sulla terza corsia»
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La sicurezza dell’autostrada A14 nel tratto compreso tra i territori di Ascoli Piceno e Fermo torna al centro del dibattito politico e istituzionale. Un bilancio drammatico, con 11 vittime complessive tra il 2021 e il 2024, è stato ricordato nel corso dell’incontro organizzato da Fedeconsumatori-Marche insieme alla Cgil.

 

Tra gli episodi più gravi figurano l’incidente del 13 gennaio 2023 nella Galleria Castello, in zona Grottammare, dove uno scontro frontale provocato da un salto di carreggiata all’interno dell’area di cantiere causò tre vittime. L’episodio portò all’apertura di un’inchiesta da parte della Procura e al fermo sulla segnaletica dei cantieri.

 

Un altro drammatico capitolo si verificò il 4 aprile 2024 nella Galleria Vinci, a Cupra Marittima, dove lo scontro tra un pullman e due camion provocò un devastante incendio e la morte di una persona. Le conseguenze amministrative furono pesanti: il cronoprogramma degli interventi venne azzerato e la manutenzione del tratto passò a una gestione in regime di somma urgenza.

 

Nel corso dell’iniziativa, il parlamentare Giorgio Fede ha ripercorso le iniziative portate avanti negli anni: interrogazioni, ispezioni, question time e proposte che, secondo il deputato, non avrebbero ricevuto risposte concrete. «Ancora oggi, nonostante i sei anni trascorsi e gli 11 incidenti mortali che si sono succeduti, oltre ai disagi e ai ritardi, nessuna soluzione concreta se non le solite promesse elettorali ripetute ad ogni tornata», ha affermato.

 

Incidente nella galleria Castello

Fede ha inoltre richiamato il tema delle possibili soluzioni infrastrutturali, ricordando il finanziamento ottenuto nel 2022 per uno studio di fattibilità sull’eventuale allargamento o realizzazione della terza corsia. «Una disponibilità concreta – ha spiegato – rimasta bloccata nei tavoli regionali, ministeriali e del concessionario, senza che sia mai partito un confronto vero con i territori e gli amministratori locali».

 

Il deputato del Movimento 5 Stelle ha poi messo a confronto la situazione marchigiana con altri interventi realizzati a livello nazionale: «Con il governo Conte siamo riusciti a ricostruire il Ponte di Genova in appena due anni e senza aggravi di costi. Da questo governo, in cinque anni, nessuna soluzione per le Marche, il Piceno e il Fermano».

 

Nel mirino anche le priorità di spesa dell’esecutivo: «Se le risorse vengono destinate al Ponte sullo Stretto e all’aumento della spesa militare – ha concluso Fede – le ragioni della stasi diventano comprensibili».

 

Il tema della sicurezza dell’A14 resta quindi aperto: tra cantieri, carreggiate ridotte e il nodo irrisolto del potenziamento infrastrutturale, amministratori e rappresentanti dei territori chiedono interventi strutturali per evitare che il tratto tra Piceno e Fermano continui a essere considerato un’area ad alto rischio.


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