
La centrale operativa del 118 (Immagine di repertorio)
È stata sfiorata la tragedia stanotte ((23 luglio) a Montedinove, dove un uomo di 77 anni è stato colpito da un improvviso arresto cardiaco. A fare la differenza tra la vita e la morte sono stati il sangue freddo del figlio e la professionalità degli operatori della centrale operativa del 118 di Ascoli Piceno, che hanno guidato telefonicamente le manovre di rianimazione in attesa dei soccorsi.
L’allarme è scattato quando il figlio dell’anziano ha contattato il numero di emergenza dopo aver visto il padre perdere conoscenza. Compresa immediatamente la gravità della situazione, la centrale ha disposto l’invio della Potes di Offida, il mezzo di soccorso più vicino.
I sanitari, però, hanno capito che non c’era tempo da perdere. Nei casi di arresto cardiaco, infatti, i primi minuti sono decisivi. Per questo gli operatori del 118 hanno mantenuto il contatto telefonico con il familiare, rassicurandolo e fornendogli indicazioni precise e puntuali sulle manovre da eseguire.
Nonostante la forte tensione del momento, il figlio è riuscito a restare lucido e a seguire passo dopo passo le istruzioni ricevute. Un intervento che si è rivelato decisivo: il cuore del 77enne ha ripreso a battere prima dell’arrivo dell’ambulanza.
Poco dopo sul posto sono giunti i sanitari della Croce Azzurra di Montalto poi della Potes di Offida, che hanno preso in carico il paziente, lo hanno stabilizzato e successivamente trasportato all’ospedale “Mazzoni” di Ascoli Piceno per le cure del caso.
L’episodio evidenzia ancora una volta l’importanza della catena del soccorso e del supporto fornito dagli operatori delle centrali operative.
Con competenza, calma e capacità di comunicazione, sono riusciti a trasformare la comprensibile paura di un familiare in un intervento concreto e salvavita, consentendo di guadagnare quei minuti preziosi che hanno permesso di salvare una vita.














