L’amministrazione comunale di Ascoli Piceno costa oggi oltre 579.000 euro lordi all’anno tra indennità del sindaco, degli assessori e del presidente del Consiglio comunale. I dati sono quelli pubblicati dal Comune nella sezione Amministrazione Trasparente e fotografano gli effetti della riforma nazionale che negli ultimi anni ha aumentato significativamente le retribuzioni degli amministratori locali.

La Giunta comunale
Il compenso più elevato è quello del sindaco Marco Fioravanti, che nel 2025 percepisce un’indennità lorda annua di 115.920 euro, oltre a 903,17 euro per spese di viaggio e missione. Lo stesso importo compare anche nella dichiarazione dei redditi pubblicata sul sito istituzionale.
Accanto al sindaco, il vicesindaco Massimiliano Brugni percepisce 63.756 euro lordi annui, mentre la gran parte degli assessori riceve un’indennità di 52.164 euro. Nello specifico si tratta di Marco Cardinelli, Annagrazia Di Nicola, Donatella Ferretti, Giovanni Silvestri, Domenico Stallone e Laura Trontini. Attilio Lattanzi percepisce invece 26.082 euro, mentre Barbara Pennacchietti, entrata in Giunta nel corso dell’anno per sostituire l’attuale assessore regionale Francesca Pantaloni, risulta aver percepito 6.375,60 euro. A questi importi si aggiungono i 52.164 euro del presidente del Consiglio comunale.
La somma delle indennità di sindaco, assessori e presidente del Consiglio raggiunge così circa 579.000 euro lordi all’anno.

Il sindaco Fioravanti
L’incremento più evidente riguarda il sindaco. Nel 2020 l’indennità percepita da Fioravanti era pari a 50.131 euro lordi. Nel 2022 era salita a 79.736 euro, nel 2023 a 94.868 euro, fino ad arrivare agli oltre 115.000 euro degli ultimi due anni. In cinque anni il compenso del primo cittadino è dunque più che raddoppiato, con un aumento superiore al 130 per cento.
L’aumento non dipende però da una scelta dell’amministrazione comunale ascolana. La crescita è infatti legata alla riforma introdotta dalla Legge di Bilancio 2022, che ha ridefinito le indennità degli amministratori locali agganciandole a quelle dei presidenti di Regione. Per i sindaci dei capoluoghi di provincia con meno di 100.000 abitanti, come Ascoli, la normativa ha previsto incrementi graduali fino all’entrata a regime del nuovo sistema nel 2024.
Dalla documentazione pubblicata dal Comune emerge inoltre che il sindaco non ha dichiarato compensi aggiuntivi derivanti da altre cariche o incarichi a carico della finanza pubblica.
I numeri confermano quindi come la riforma nazionale abbia inciso profondamente sul trattamento economico degli amministratori locali.














