«Il marciapiede davanti alla mia attività era completamente pieno di deiezioni canine. Un’anziana disabile, che camminava con l’aiuto di un deambulatore, si è trovata in enormi difficoltà. Non riusciva a passare e non poteva nemmeno scendere in strada per aggirare quel disgustoso ostacolo. Assistendo alla scena mi si è stretto il cuore: sono uscita e ho cercato di ripulire il marciapiede, consentendole così di proseguire. Credo però che abbia comunque sporcato le ruote del deambulatore e sia stata costretta a rientrare a casa in quelle condizioni. Quello che accade in città è davvero schifoso. Spero che le autorità competenti intervengano perché la situazione, soprattutto con il caldo estivo che amplifica i cattivi odori, sta diventando insopportabile».
È lo sfogo di una commerciante di Porto d’Ascoli, che riporta al centro dell’attenzione un problema di decoro urbano e di senso civico che, da anni, interessa l’intera Riviera. La negoziante ha segnalato l’episodio al Comitato di quartiere Porto d’Ascoli Centro, presieduto da Elio Core, che torna così a sollecitare un intervento deciso dell’amministrazione comunale.
Core rilancia infatti la proposta di introdurre un sistema di controllo innovativo, capace di individuare i trasgressori anche senza coglierli sul fatto. Il meccanismo è semplice nella teoria: dalle deiezioni abbandonate sulla pubblica via viene estratto un campione di Dna, confrontato poi con quello presente in una banca dati dei cani registrati, così da risalire al proprietario responsabile.
Si tratta di una procedura che richiede preliminarmente la creazione di un archivio genetico canino, ma che in alcune realtà italiane, come Carmagnola, in provincia di Torino, è già stata adottata con risultati positivi. Il rischio di essere identificati, infatti, rappresenta un forte deterrente: tra sanzione amministrativa e costi dell’esame genetico, a carico del trasgressore, l’esborso può superare i 150 euro.
«Credo che sia giunto il momento di innovare anche in questo settore, se non vogliamo trasformare periferie e centro cittadino in un letamaio – sottolinea il presidente Core –. Su questo problema il Comitato riceve quotidianamente segnalazioni da parte di cittadini ormai esasperati».
Va inoltre ricordato che, dal 2023, è in vigore un’ordinanza comunale che impone ai proprietari dei cani di portare con sé anche una bottiglietta d’acqua per ripulire l’urina degli animali.
«Qui nessuno pulisce nulla. È vergognoso ed è contrario a qualsiasi norma d’igiene – conclude la commerciante che ha soccorso l’anziana –. A farne le spese sono soprattutto le persone con disabilità, costrette a muoversi in carrozzina o con il deambulatore».















