
Roberto Giovannozzi, Asco, Guido Castelli e Michele Franchi
Il territorio di Pretare di Arquata del Tronto continua a tramandare il passato affinché il domani sia in grado di non disperdere un patrimonio di millenni.
Per fare ciò, in un momento che, a dieci anni dal sisma, si stanno facendo sforzi per una ricostruzione che non debba essere un giorno popolata da fantasmi, si inserisce il grande spettacolo annunciato per ferragosto, finalizzato a portare in aree cariche di storie, leggende e paesaggi unici, un’attrattiva per migliaia di persone.
Si tratta dello spettacolo “Fatae” di Asco, in programma a Pretare il 14 e 15 agosto, promosso dall’associazione culturale “Monte Vettore”, dal Comune di Arquata del Tronto e dalla Comunanza agraria di Pretare, con il sostegno del commissario straordinario alla ricostruzione sisma 2016, Guido Castelli.

Tanti giovani alla presentazione dell’evento
Oggi 6 agosto la presentazione dell’evento da parte del sindaco di Arquata Michele Franchi, del vicepresidente dell’associazione “Monte Vettore” Roberto Giovannozzi e del commissario Guido Castelli.
Asco, al secolo Alessandro Xiueref, ascolano, dee jay, produttore e direttore d’orchestra, interpreterà in modo assolutamente contemporaneo l’antica leggenda, riproponendo mediante una forma di spettacolo imponente e da lui già collaudata, con l’ausilio di un’orchestra, di un coro lirico e un gruppo di teatro-danza, la fusione tra l’elettronica e note classiche.
La versione scenica dell’antica leggenda, affidata quest’anno appunto ad Asco, appartiene all’appuntamento che ogni tre anni la comunità intende ricordare mediante modalità sceniche sempre diverse.
All’incontro di oggi è stato spiegato che “Fatae” nasce come uno lavoro multidisciplinare in cui musica, danza, immagini, luce, effetti scenici e spazio sonoro non sono elementi separati, ma parti di un unico sistema narrativo.
Asco, noto per aver ideato il progetto “Symphony of Caos”, un format innovativo considerato il primo dj orchestrale, con questo evento vuole creare una percezione tridimensionale della scena, in cui vento, voci, natura, fratture, terremoto e musica diventano presenze fisiche che attraversano l’area dello spettacolo.

L’intervento di Franchi
In “Fatae”, l’artista ascolano dirige e suona dal vivo una partitura originale che unisce strumentisti, suoni elettronici, ritmi rituali e tensione cinematografica. La musica non accompagna la storia: la costruisce, ne determina il respiro e guida ogni passaggio scenico.
Al centro dell’iniziativa vi è il valore della cultura come componente essenziale della rinascita dei territori colpiti dal sisma, che non può esaurirsi nel recupero materiale degli edifici ma deve comprendere anche la ricostruzione delle relazioni, dell’identità collettiva e della vita sociale delle comunità.

L’intervento di Castelli
«Le leggende possono essere rivolte al futuro ed è quello che riesce a fare l’associazione, che ha capito che per ricostruire la vita c’è bisogno delle persone» ha detto il Commissario Straordinario Guido Castelli, anticipando che a Pretare arriveranno spettatori di tutto il mondo per l’occasione.
«Questo spettacolo reinterpreta la leggenda delle fate e accadrà con modalità complesse, con un linguaggio nuovo» ha aggiunto Asco al momento della presentazione, rivelando le origini della sua famiglia in questi luoghi di enorme suggestione.

L’intervento di Asco
Roberto Giovannozzi ha sottolineato come un evento di questa portata assuma un significato particolarmente importante per Pretare, perché la leggenda delle fate è profondamente legata alla storia e all’identità stessa del paese. «Fin dal 1956, generazioni di ragazze e ragazzi del luogo hanno interpretato le fate e i pastori, contribuendo a custodire e tramandare una tradizione che ancora oggi coinvolge direttamente la comunità» ha raccontato, d’accordo con il sindaco di Arquata Michele Franchi nell’affermare che l’evento intende anche richiamare l’attenzione sul ruolo delle nuove generazioni.
«E’ determinante che la zona continui ad essere vissuta per continuare ad amarla e rinnovare la sua storia» ha detto il primo cittadino, certo che “Fatae”, a 10 anni dal sisma, possa riportare cultura, incontro e partecipazione nei luoghi della ricostruzione, contribuendo a rinsaldare il legame tra le persone e il territorio.

















