Capitano, mio Capitano, il grido di fiducia non arriva sui banchi di scuola come ne “L’Attimo Fuggente” di Robin Williams ma sul tavolo di Espresso Cadetto dove è stato ospite Marcos Curado. Il podcast ufficiale della Serie BKT fa tappa al Picchio Village di Ascoli Piceno per conoscere meglio la storia della società e parlarne insieme a Matteo Brunori e appunto, il difensore argentino.
«Questa piazza ti chiede tanto, chi arriva deve capire subito cosa vuol dire stare qui e cosa rappresenta giocarci. Ma allo stesso tempo ti dà tantissimo: l’amore e la passione ce li dimostrano ogni giorno», dice innamorato. Ricordando i vecchi e difficili primi tempi qui.

Curado abbraccia i compagni
«C’era una situazione completamente diversa, è stata tosta anche per me», ripensa. E sulla trattativa: «Era il 2024 ed ero in ritiro con il Catania, con me c’era Gianluca Carpani che appena ha saputo della possibilità è stato il primo a martellarmi per convincermi. Mi raccontava tutto del mondo Ascoli, cosa si prova e come si stava. Ci sentiamo spesso, è un ragazzo d’oro e lo sanno tutti».
Nel percorso l’arrivo di mister Tomei: «Fin dal primo giorno ci ha trasmesso un modo di lavorare e soprattutto di interpretare il calcio. All’inizio della scorsa stagione dovevamo sistemare tante cose: nuovo allenatore, nuova società, nuovo gruppo. Ha fatto la differenza il modo di lavorare ogni settimana come animali. E’ stato un campionato lungo, all’ultima giornata c’era la possibilità di vincerlo». Ma zero rimpianti.

Tomai impartisce direttive ai suoi
Poi i playoff. «La partita più difficile è stata con il Potenza perché venivamo da 2-3 settimane senza giocare- confessa Curado -. Non era scontato mettersi subito in competizione contro una squadra forte come la loro, abbiamo incontrato grandi squadre come Catania e Brescia, ma una volta ripreso il ritmo siamo stati noi i più forti».
Che capitano è Marcos? «Orgoglioso, e anche silenzioso. A me piace vincere ma ho bisogno degli altri, io per primo devo mettermi a disposizione della squadra. Sono fatto così e in questo modo interpreto il calcio. Obiettivi? Vogliamo crescere. Ce l’abbiamo tutti in testa e lo ripetiamo ogni giorno, poi vediamo questo dove ci porta. Volare basso, lavorare tanto e crescere…è questo il nostro obiettivo al momento».



























































