Il carcere del Marino

 

 

Ancora un episodio di violenza, nella tarda serata di ieri  agosto, all’interno della casa circondariale di Ascoli Piceno. A lanciare l’allarme è l’Osapp (Organizzazione Sindacale Autonoma Polizia Penitenziaria), che denuncia una situazione definita ormai «esplosiva» dopo l’ennesima aggressione ai danni del personale in servizio.

 

Secondo quanto riferito dal sindacato, nella serata di ieri un detenuto di nazionalità italiana, in forte stato di agitazione, avrebbe aggredito senza apparente motivo cinque agenti della Polizia Penitenziaria. Due di loro hanno riportato lesioni giudicate guaribili in cinque giorni.

 

Alla base dell’episodio, secondo la ricostruzione dell’Osapp, vi sarebbe uno stato di alterazione riconducibile sia all’assunzione di farmaci sia al consumo di alcol prodotto clandestinamente all’interno dell’istituto attraverso la fermentazione della frutta lasciata a macerare. Una pratica che il sindacato segnala come particolarmente preoccupante e che contribuirebbe ad aumentare i rischi per la sicurezza del carcere.

 

L’organizzazione sindacale evidenzia inoltre come una larga parte della popolazione detenuta presenti problematiche psichiatriche e necessiti di terapie farmacologiche importanti. Una condizione che, secondo l’Osapp, rende ancora più difficile la gestione quotidiana della struttura ascolana, ritenuta non adeguata ad accogliere un numero così elevato di detenuti con fragilità psichiche.

 

Il sindacato sottolinea di aver più volte chiesto agli uffici competenti, dal Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria al Dipartimento dell’Amministrazione Penitenziaria, di limitare il trasferimento di soggetti con particolari problematiche verso l’istituto di Ascoli, senza però ottenere risultati concreti.

 

«Il personale è esausto e opera in condizioni sempre più difficili. Nonostante ciò, gli agenti continuano a garantire l’ordine e la sicurezza all’interno del penitenziario, fronteggiando quotidianamente situazioni di forte criticità», evidenzia l’Osapp, che parla di organici ridotti e di un carico di lavoro crescente.

m.n.g.

 

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