Uno dei due ecomostri di via delle Begonie, quello che doveva essere demolito

 

Chissà se il vecchio colonello Kurtz si nasconde proprio lì, tra serpenti, sterpaglie e scheletri di cemento. O se, come “Apocalypse now” ci insegna, si trova nella remota giungla cambogiana a disertare. Paragoni cinematografici (e scherzi) a parte, c’è una parte (anzi due) di via delle Begonie, nel quartiere di Monticelli, dove lo scenario sembra molto simile a quello dell’immortale capolavoro di Francis Ford Coppola, con Marlon Brando nella parte del folle militare.

La giungla

 

Due ecomostri posizionati non lontani l’uno dall’altro, di cui l’ultima volta abbiamo parlato due anni fa (articolo in calce o cliccando qui). E che, dopo oltre vent’anni, hanno portato all’esasperazione chi vicino a quella situazione insalubre ed indecorosa ci vive.

 

«Nel 1999 la ditta demolì un vecchio casolare di proprietà che, tra l’altro, era protetto dalle belle arti, c’erano affreschi in molte pareti dell’edificio, un pozzo di acqua storico tutto a mattoni e stanze con volte reali. Un bel giorno arriva un escavatore e butta a terra l’edificio per costruire due lotti di ville a schiera. Da subito c’era qualcosa di strano in quanto le altezze dei basamenti risultavano più elevati rispetto al progetto depositato in Comune», confidano alcuni residenti della zona riferendosi al primo dei ruderi che si incontra salendo lungo la via.

 

«Fu presentato un esposto e il tecnico comunale venne a fare il sopralluogo dopo moltissimi giorni e dopo diversi solleciti – è la prosecuzione – . Le difformità erano evidenti e chiare, così il Comune si riservò di chiedere varianti che poi vennero presentate. Da quello che ricordiamo l’opera realizzata non era sanabile in quanto c’erano aumenti di volume e una parte dell’edificio, riguardante la seconda schiera non sembra assolutamente allineata con le altre abitazioni».

Serpe tra le abitazioni vicine

 

«Comunque dopo anni di sollecitazioni, si arriva all’ordine di demolizione in data nel maggio del 2019. Ovviamente nessuno è venuto a demolire e nel giugno del 2020 abbiamo chiesto la definizione della pratica, ma stiamo ancora aspettando la risposta…», concludono i residenti in maniera piuttosto amara.

 

Nell’ordinanza dirigenziale citata si ricorda come la società avesse ottenuto nel 1996 una concessione edilizia per realizzare due edifici a schiera per complessivi otto alloggi. Successivamente a sopralluoghi e verifiche tecniche evidenziarono difformità rispetto al progetto autorizzato. In particolare il Comune rilevò la realizzazione delle due schiere a quote diverse da quelle autorizzate, modifiche alle altezze dei piani, variazioni delle scale di accesso alle abitazioni, riduzione della lunghezza degli edifici rispetto al progetto originario ed ulteriori opere eseguite in difformità rispetto al titolo edilizio rilasciato.

 

La società presentò una variante progettuale nel 1999, ma il Comune aveva richiesto integrazioni documentali. Nonostante l’impegno a trasmetterle, tali integrazioni non furono mai depositate e la richiesta di variante venne considerata decaduta. Successivamente il Comune avviò il procedimento sanzionatorio e nuovi controlli confermarono la permanenza delle irregolarità edilizie.

L’altro ecomostro

 

Con l’ordinanza del 2019 il dirigente del settore ingiunse la ditta di demolire entro 90 giorni le opere realizzate e di ripristinare lo stato dei luoghi conforme al progetto autorizzato. In caso di inottemperanza il Comune si riservava di adottare gli ulteriori provvedimenti previsti dal Testo Unico dell’Edilizia.

 

Sullo stato dell’arte di questa parte di via delle Begonie, poco altro da aggiungere. Qualche mese fa alcuni operatori sono passati a tagliare l’erba («Dopo vent’anni», precisano i residenti), ma ovviamente adesso siamo punto e a capo a livello di incuria e degrado. Nel frattempo, la giungla della Cambogia fiorisce rigogliosa, mentre dentro lo scheletro ognuno si arrangia come può, depositando di tutto, oltre a seminare rifiuti. E in caso di noia o spazi ridotti, c’è sempre l’ecomostro gemello poco più avanti, sulla destra…chissà se Kurtz sia nascosto proprio lì.

 

Palazzi abbandonati a Monticelli, tra sterpaglie e cemento regna il degrado (Video e foto)

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