Non uno spazio per i giovani, ma uno spazio affidato direttamente ai giovani. È questa la scommessa più innovativa di Stazione Futuro, il progetto che trasformerà il primo piano della stazione ferroviaria di Ascoli Piceno in un Hub dedicato a creatività, formazione, lavoro e innovazione.

L’ingresso della stazione di Ascoli
In molti progetti destinati alle nuove generazioni, i ragazzi sono i destinatari finali delle attività. In questo caso, invece, sono chiamati a svolgere un ruolo diverso: diventare protagonisti della gestione, delle scelte e dello sviluppo futuro dello spazio. Una differenza che non riguarda soltanto l’organizzazione dell’Hub, ma anche la filosofia che sta alla base dell’intera iniziativa.
Tra le linee d’azione previste dal progetto, una delle più importanti è infatti quella che porterà alla pubblicazione di un avviso pubblico per assegnare la gestione della struttura a una governance interamente composta da giovani under 35. L’obiettivo è costruire un modello in cui le nuove generazioni possano assumersi responsabilità reali, confrontandosi con attività di programmazione, gestione economica, organizzazione degli eventi e sviluppo delle relazioni con il territorio.
L’Hub non sarà dunque soltanto un luogo fisico da frequentare, ma una piccola palestra di cittadinanza attiva. Chi verrà chiamato a guidarlo dovrà immaginare il calendario delle attività, promuovere collaborazioni con associazioni e istituzioni, individuare possibili fonti di finanziamento e contribuire a garantire la sostenibilità del progetto nel lungo periodo.
A lavorare su questo percorso è già la Cabina di Regia del progetto, l’organismo che riunisce tecnici comunali, professionisti ed esponenti delle associazioni giovanili del territorio. Insediata nel settembre 2025, la Cabina ha il compito di elaborare le linee guida che accompagneranno la nascita dell’Hub e di definire il modello gestionale che sarà poi messo a disposizione dei futuri assegnatari.
Le riunioni svolte fino ad oggi hanno consentito di individuare alcuni punti fondamentali: il ruolo delle associazioni, le modalità di partecipazione, i meccanismi di coordinamento tra i gestori e l’amministrazione comunale e le possibili strategie per rendere economicamente sostenibile lo spazio. Tra le idee allo studio figurano l’utilizzo delle postazioni di coworking, l’organizzazione di eventi, la partecipazione a bandi nazionali ed europei e la costruzione di partnership con soggetti pubblici e privati.

Particolarmente interessante è il principio della cosiddetta “mentorship inversa”, uno dei concetti che caratterizzano il progetto. L’idea è quella di favorire un continuo ricambio generazionale, attraverso il trasferimento di competenze tra i giovani che avranno maturato esperienza nella gestione dell’Hub e coloro che arriveranno successivamente. Un modello pensato per evitare che le conoscenze accumulate vadano disperse e per garantire continuità allo sviluppo della struttura.
La sfida è significativa anche sul piano culturale. In un contesto in cui spesso si parla delle difficoltà delle nuove generazioni nel trovare spazi di partecipazione, Stazione Futuro prova a ribaltare la prospettiva. Non più politiche progettate esclusivamente per i giovani, ma strumenti che mettono i giovani nelle condizioni di progettare e gestire direttamente parte delle attività che li riguardano.
Il progetto nasce infatti dalla convinzione che le idee migliori per costruire il futuro di una comunità possano arrivare proprio da chi quel futuro dovrà viverlo. Per questo motivo le associazioni giovanili sono state coinvolte fin dalle prime fasi e saranno chiamate a contribuire alla definizione delle regole e delle modalità di funzionamento dell’Hub.
Se la scommessa funzionerà, Ascoli potrebbe ritrovarsi con una delle prime esperienze del territorio in cui uno spazio pubblico strategico viene affidato a una governance interamente giovane. Un laboratorio permanente non soltanto di innovazione, ma anche di responsabilità, partecipazione e formazione civica.














