Allenamento pomeridiano anche oggi al Picchio Village, con una novità che non è passata inosservata: da inizio settimana si è aggregato in prova al gruppo di Tomei Lorenzo Venuti, esperto terzino classe 1995 con un importante trascorso tra Serie A e Serie B con le maglie di Brescia, Benevento, Lecce, Fiorentina e Sampdoria. Il calciatore, attualmente svincolato, è reduce da un grave infortunio al ginocchio ma ha ricominciato ad allenarsi singolarmente da un paio di mesi: lo staff medico e tecnico bianconero vuole valutare con attenzione le sue condizioni prima di procedere all’eventuale contrattualizzazione.

 

I contatti tra il direttore sportivo Matteo Patti e l’entourage del calciatore vanno avanti ormai da qualche settimana, ma il Picchio si sarebbe deciso ad affondare il colpo dopo aver “tamponato” l’emergenza sulla corsia destra con l’adattamento di Milanese nel ruolo lasciato scoperto dal grave infortunio di Alagna. La sosta di tre settimane che seguirà la gara con l’Avellino potrebbe rivelarsi utile e suggerisce di non avere fretta: Venuti avrebbe modo di ritrovare la migliore condizione fisica e di prendere confidenza con i meccanismi di Tomei, con l’obiettivo di farsi trovare pronto alla ripresa del campionato.

 

Il diesse Matteo Patti (foto Fabrizio Ottavi)

A margine della sessione odierna è intervenuto in conferenza stampa Don Bolsius, alla sua prima da titolare domenica scorsa a Padova. L’attaccante olandese ha parlato partendo proprio dalla sconfitta arrivata all’Euganeo: «È stata una sconfitta immeritata ma anche meritata, nel senso che abbiamo giocato molto bene come squadra, ma non siamo stati abbastanza bravi a concludere e a mettere la palla dentro, che è la cosa forse più importante di tutte. Sono contento che il mister mi abbia dimostrato la sua fiducia facendomi partire dal primo minuto, so però che ci sono ancora tante cose che posso migliorare».

 

Sul suo inserimento nel gruppo e sull’ambiente trovato ad Ascoli, Bolsius non ha lesinato parole di entusiasmo: «La prima settimana ho capito perché questi ragazzi l’anno scorso hanno fatto così bene: dal primo momento sono persone umane spettacolari e mi sono sentito subito a casa. Si vede che il direttore e il mister hanno scelto i giocatori non solo per la qualità ma anche per il livello umano, ed è una delle forze di questa squadra». Sull’impatto con la Serie B rispetto alla C: «Per un giocatore tecnico a cui piace giocare con la palla la Serie B è un campionato migliore. La C è molto fisica e con ritmi forse più bassi».

 

L’ex Perugia si è soffermato sui tifosi bianconeri e sul record degli abbonati: «Quando stavo in campo non me ne ero accorto subito, ma una volta entrato in spogliatoio i compagni mi hanno detto: “Ma hai sentito che stavano tutti a mille quando hai puntato l’uomo?”. Poi riguardando la partita e andando a salutarli a fine gara ho sentito il loro calore, è stato impressionante». E sui 10.039 abbonati: «Non mi è mai capitato e penso non mi ricapiterà. È una cosa molto speciale, si vede che la città vive per il calcio e per un calciatore è la cosa più bella sentire questa voglia durante la settimana».

 

Sull’episodio del gol annullato a Chakir a Padova: «L’arbitro era sicuramente più vicino di me, io avevo battuto il calcio d’angolo e non ho visto l’azione. Dalle immagini non si capisce se l’abbia toccata con il braccio o no, Chakir dice di no. È un peccato perché quell’episodio ci è costato il risultato, ma vuol dire che nelle altre occasioni dovevamo fare di più senza dipendere da un singolo episodio».

 

Sguardo già alla gara di sabato contro l’Avellino: «L’atmosfera sarà di nuovo spettacolare grazie ai nostri tifosi. L’Avellino è una squadra da rispettare perché ha fatto una buona prestazione contro una grande come il Palermo. Affronteremo la partita come tutte le altre, con la massima attenzione, rispetto ma soprattutto tanta fiducia». E sulla sosta che seguirà: «Con la massima attenzione, perché tre settimane di sosta diventano lunghe se non fai una prestazione positiva. Sono sicuro che faremo bene per vivere al meglio la pausa».

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