Cambia San Benedetto e M5S, in basso i due consiglieri Tony Alfonsi e Fabrizio Leone, con loro il deputato Giorgio Fede, Paola Petrucci, l’architetto Alfredo Gazzoli, Gabriele Marcozzi

Sabato 26 settembre si svolgerà l’atteso Consiglio Comunale e i due consiglieri Fabrizio Leone di Cambia San Benedetto e Tony Alfonsi del M5S vogliono vederci chiaro su alcune questioni di attualità cittadina. Leone ha presentato infatti una interrogazione sulle palazzine ex Santarelli, che si trovano tra porto e area ex Ballarin (quanti… ex), inoltre c’è anche una mozione sulla proposta di San Benedetto co-capoluogo di provincia.

«Abbiamo creato un gruppo di lavoro su Urbanistica e Ambiente che vorremmo estendere a tutta l’opposizione – spiega LeoneSulle palazzine ex Santarelli non ci convince quello che sta avvenendo. Una doppia ala è destinata a studentato con fondi Pnrr, l’altra invece a uffici per area portuale. Ci sono incongruenze che chiederemo di verificare e risolvere, il Comune dovrebbe intervenire per capire se tutto ciò che sta avvenendo è autorizzato, altrimenti bisogna provvedere a che la palazzina torni in uso di tutta la collettività. Anche la trasformazione in studentato ci lascia perplessi, sia per il numero di studenti fuori sede e non pendolari che vogliono venire a San Benedetto sia perché lo studentato sarebbe molto distante rispetto alle sedi universitarie cittadine».

Tony Alfonsi aggiunge: «Abbiamo presentato l’interrogazione con l’auspicio di avere informazioni dall’Amministrazione su quello che è in corso nelle palazzine. Abbiamo fatto degli accessi agli atti ma non è semplice capire la situazione. Su co-capoluogo di provincia Alfonsi ribadisce: Abbiamo presentato la mozione che non è stata discussa nel precedente Consiglio Comunale, che nel 2020 ne approvò una simile all’unanimità, ma stavolta possiamo appoggiarci alla proposta di legge presentata alla Camera dal deputato M5S Giorgio Fede. Non intendiamo ridurre i servizi ad Ascoli, vogliamo solo che nell’area costiere ci siano servizi adeguati a una popolazione ormai superiore che ha diritto anche a finanziamenti adeguati che lo stato di città sotto i 50 mila abitanti non può soddisfare».

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