L'intitolazione del parco

 

Una giornata importante quella di oggi, sabato 19 settembre, per la città di Ascoli e per il sestiere di Porta Solestá, dove ha avuto luogo la cerimonia di intitolazione del parco Shanghai a Emilio Nardinocchi, figura storica del quartiere, e della Quintana di Ascoli.

Foto di rito all’inaugurazione

A scoprire la targa, il primo cittadino Marco Fioravanti, l’assessore Lattanzi, il console Luigi Lattanzi e i figli di Emilio, Ornella e Roberto Nardinocchi.

Presenti anche il presidente del Consiglio degli Anziani Massimo Massetti, il caposestiere Andrea Mancini, i membri della Giunta e del Consiglio Comunale, l’assessore regionale Francesca Pantaloni e il consigliere regionale Andrea Cardilli.

«Un grande uomo accompagnerà tutti i ragazzi che vivranno questo spazio – ha detto Fioravanti -. La proposta di intitolare il parco a Emilio Nardinocchi è stata approvata all’unanimità dal Consiglio Comunale: un riconoscimento importante per una persona che rappresenta la storia del quartiere e di tanti ragazzi che hanno vissuto gran parte della loro vita qui. Abbiamo ricordato un uomo che ha dedicato gran parte della sua vita al volontariato ed ha insegnato ai più giovani i veri valori della vita, non voltarsi dall’altra parte ma mettersi a disposizione degli altri. In un tempo in cui si perdono esempi, abbiamo bisogno di ricordare questi uomini che hanno fatto la storia in silenzio, uomini che hanno lasciato il segno. Questa targa accompagnerà nel tempo la memoria della sua grandezza e nuove generazioni ciò che ha rappresentato per la comunità».

«Un momento molto commovente per me – ha detto emozionato il figlio Roberto – papà è stato uno dei primi fondatori della Quintana. Mi raccontava sempre che,mentre in agosto era impegnato con la Quintana, mia mamma era in ospedale per partorire me».

«Questa era casa sua– ha ricordato la figlia Ornella- passava più tempo qui che a casa. Aveva un attaccamento profondo per questi luoghi, lo ha scritto in tutte le sue poesie. Qui respirava l’aria di casa».

Parole che restituiscono il legame profondo tra Emilio Nardinocchi e Porta Solestà. Un rapporto costruito nel corso di una vita intera e attraverso un impegno che ha attraversato la Quintana, il volontariato, lo scoutismo, la parrocchia e lo sport.

Emilio Nardinocchi, nel 1944 appena diciottenne, formò la prima squadriglia del gruppo scout di cui divenne il capo. Nel 1985 lasciò lo scoutismo giovanile per dedicarsi a quello degli adulti.

Fu anche un bravo pugile, il box è stato il suo sport preferito, fin da ragazzo. Nel 1996 entrò a far parte del consiglio della Zarepta. In parrocchia è stato catechista e ministro straordinario dell’eucarestia, mentre dal 1986 al 1989 è stato responsabile del settore Marche dell’End (associazione cattolica dedita ad aiutare le coppie in crisi matrimoniale).

Ma la sua più grande passione è stata senza dubbio la Quintana, della quale si è occupato dall’inizio, quando Carlo Cardarelli lanciò l’idea di un’edizione moderna. Nardinocchi fu alla guida del sestiere per sessant’anni e il suo nome è rimasto indissolubilmente legato al sestiere di Porta Solestá.

Un legame profondo, racchiuso nelle parole che si leggono nel libro che la famiglia gli ha dedicato, pubblicato nel maggio 2025: «Emilio Nardinocchi sta a Porta Solestà come il Sole al Ponte».

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