Ascoli, dietro la risalita
non solo i gol di Ardemagni
ma anche la scaramanzia

SERIE B - Dopo averlo negato per mesi, Vivarini e la squadra ora parlano di playoff. E Pulcinelli, il dirigente di calcio più social d'Italia, invita alla calma
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Vincenzo Vivarini e Massimo Pulcinelli (Foto Edo)

di Bruno Ferretti

Il calcio è fatto di partite e di gol, ma anche di chiacchiere, riti scaramantici, più o meno evidenti, da parte di allenatori, calciatori e addetti ai lavori.  É infatti difficile che una squadra in trasferta torni a trascorrere la vigilia della partita nello stesso albergo della stagione precedente, se la partita era andata male. Lo stesso accade per il tragitto albergo-stadio. Si ripete lo stesso, identico, se l’ultima volta c’è stato un risultato positivo, altrimenti si cerca una strada alternativa. La scaramanzia spesso condiziona il pregara, come ad esempio l’abbinamento dei calciatori nelle camere dei ritiri. Oppure la partenza per una trasferta con un giorno di anticipo, che l’Ascoli ripeterà anche stavolta in vista del doppio ravvicinato impegno di Cittadella e Brescia.

Quando le cose andavano bene, nel girone di andata, nessuno in casa bianconera si azzardava a parlare di playoff. Al bando chi si provava. Ora, quando tutti hanno capito che é ormai inutile continuare a nascondersi dietro a un dito, sia Vivarini che i calciatori, ma anche i dirigenti, parlano di possibile traguardo playoff. Paradossalmente adesso è il patron Massimo Pulcinelli, il dirigente calcistico più social d’Italia, a frenare i bianconeri sostenendo che prima di ogni altro traguardo è bene assicurarsi la salvezza matematica. L’incendiario è diventato… pompiere. E magari porterà bene.


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