Presentato da Gabriele Brandozzi, sabato 27 aprile (ore 21) il teatro Ventidio Basso ospita il “Festival della canzone ascolana”. In gara i dodici finalisti che sono stati selezionati dalla commissione presieduta dal direttore artistico Giovanni Travaglini, tra i venticinque brani inediti e in rigoroso dialetto ascolano.

Il teatro Ventidio Basso (Foto Vagnoni)
Le dodici canzoni finaliste e gli interpreti: Nu balle amerecane (Gli Spirito Libero), Lu cantà ‘nsieme (Maria Chiara Sabatini con la Corale solidale Avis e l’orchestra Foliband), Oh Marì dimme, dimme de scì (Luigi Coccia), Ruetta miè-Cordivani (Serafino Formica), Seme i’ e te (Silvana Mascetti e Milco Guerrieri), T’aspette al Lorenz Bar (Luigi Sorbi), Quante jè bella Ascule (Gino Malavolta), Chigghie de l’uorte de lu curate (Giorgio Vitelli), Nnammerata (Alessandra Mazzuca), La canzone de li veziate (I Pozza i ‘bbè), Tutt’ a puoste… tutt’ è buone (Marco De Angelis), Guarde ‘nnanze a la vita (Fabio Gricinella, voce recitante Paolo Rossetti). Tra gli ospiti, è già certa la presenza di Petò e il gruppo La Vasca, i Sybilla Moris, gli Abetito Galeotta, il coro Amici del Vernacolo. Al vincitore andrà il trofeo realizzato dall’artista ascolano Luciano Cordivani: un’opera che raffigura la città di Ascoli denominata “Ascule turrita”.
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