Torna la burrasca nella sanità picena. La Cisl Fp, con il suo segretario regionale Giuseppe Donati, responsabile anche dell’area sindacale di Ascoli e Fermo, lancia un vero ultimatum ai vertici regionali e dell’Area Vasta n.5. Si profila uno sciopero? Molto probabile. Donati afferma:  «Di fronte ad un “scempio” e ad un attacco palese alla dignità dei professionisti e degli operatori della sanità picena, ma anche al sistema sanitario pubblico, non potremo più stare a guardare. In settimana il gruppo dirigente del territorio piceno analizzerà la situazione ormai fuori controllo e se non ci saranno novità nelle ultime ore deciderà azioni forti da mettere in campo per denunciare il fallimento di un modo di gestire la sanità picena». Parole durissime.

L’ospedale Mazzoni (Foto Vagnoni)

«Quello che si sta prospettando per l’utenza ed il personale del comparto dell’Area Vasta n. 5 nel nuovo anno – spiega Donati – è in perfetta e drammatica continuità con quanto avvenuto nello scorcio finale del 2017. Non possiamo più astenerci, come Cisl Fp Marche, dal denunciare nuovamente lo stato delle cose che a dire allarmante è riduttivo. Se non si porranno le basi, prima di subito, per un confronto serio, maturo, responsabile e continuativo tra le parti, se l’Asur e l’assessorato regionale alla sanità (semmai esistesse ancora) non prenderanno immediatamente coscienza della gravità della situazione, il rischio che in Area Vasta n. 5, l’inizio del 2018 venga caratterizzato da uno scontro forte e senza esclusione di colpi tra le parti, è più che un’ipotesi».

Qual è il motivo del contedere? «Non è un mero “battibecco di parte” tra Direzione e Sindacato per far avere ai dipendenti qualcosa in più a livello economico. E’ molto, molto di più. In ballo c’è la continuità e la qualità dell’assistenza erogata ai malati e agli utenti dell’ascolano e del sambenedettese. Si tratta di dover recuperare uno splafonamento del fondo del disagio dei dipendenti ( fondo dal quale si attingono le risorse per pagare quasi tutte le voci variabili della retribuzione come i turni notturni, festivi, reperibilità, straordinario, eccetera) che è stato splafonato di circa 500.000 euro. Costato già al personale, nel 2017, il taglio di un terzo della quota pro capite della produttività. La Direzione nel corso degli anni 2015 e 2016 ha permesso che l’utilizzo del fondo del disagio del personale dipendente fosse equo ma ha mantenuto disparità evidenti per condizioni organizzative ed economiche tra operatori e professionisti che pur essendo dipendenti della stessa Area Vasta operavano in plessi diversi. Queste differenze, retaggio della storia passata in cui vi erano due Zone Territoriali separate tra Ascoli Piceno e San Benedetto del Tronto, sono state oggetto, negli anni e con Direzioni diverse, di numerose riunioni sindacali in cui si è tentato, purtroppo non con l’apporto costruttivo di tutte le sigle, di arrivare al superamento della problematica. Impossibile riuscirci, invero, senza ledere i diritti di qualcuno o tagliare servizi, in presenza di un fondo assolutamente inadeguato e sperequato in rapporto ad altre Aree Vaste. A rischio c’era la garanzia della continuità di un’assistenza dignitosa agli utenti e ai pazienti dell’area sud delle Marche. A fronte di un fondo del disagio fortemente sottodimensionato rispetto alle altre Aree Vaste della Regione, assolutamente insufficiente per liquidare le indennità spettanti al personale dipendente, la Direzione di Area Vasta n. 5 e la Direzione Asur si erano impegnate a proporre una rivisitazione dell’attuale assetto organizzativo dei servizi senza penalizzazioni per il personale e soprattutto per gli stessi servizi sanitari. Ma allo stato attuale nulla è stato predisposto in tal senso».

«La Cisl Fp Marche – è sempre Donati a parlare – ritiene vergognoso che nelle ultime settimane si stiano adottando da parte del Collegio di Direzione dell’Av 5 decisioni penalizzanti e non inserite in un piano organico di riorganizzazione che ricadranno sulla testa dei dipendenti dell’Area Vasta 5 ed avranno sicure conseguenze sull’utenza. Tutto ciò senza alcun confronto aperto e senza alcuna interlocuzione con i sindacati. L’azzeramento dei pagamenti del lavoro straordinario, il rischio del mancato riconoscimento dello straordinario per le festività infrasettimanali lavorate durante le festività natalizie e di fine anno e, per ultimo, l’ipotesi di blocco del pagamento dello straordinario lavorato in reperibilità attivata per turni diurni o prefestivi, con chi sono stati decisi dalla Direzione dell’Area Vasta n. 5? Forse con la Corte dei Conti? In pratica vogliono far pagare ai lavoratori, che in questi anni hanno tenuto a galla la barca della sanità pubblica ascolana, lo scotto degli errori e delle omissioni commessi nonché delle decisioni sbagliate assunte dalla politica regionale e dall’Asur».

 

 

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