«La vedo dura sul fatto che si possa ripartire a breve». Analisi più che realistica quella del difensore della Samb Davide Di Pasquale su canali social del club rossoblù, in riferimento ad una ripresa in tempi brevi dell’ attività agonistica. La sensazione è che l’ipotetica data del prossimo 3 maggio, difficilmente sarà rispettata. La situazione connessa all’ epidemia di coronavirus non lascia spazi ad ottimismo, anzi. Comunque la speranza è l’ultima a morire.

Di Pasquale
«Ci auguriamo tutti – aggiunge Di Pasquale – di tornare a giocare al più presto perché una situazione del genere non è semplice per noi che viviamo tutti i giorni sul campo da calcio starne lontani. Ma al momento è giusto così: dobbiamo tutelare la salute di tutti e restare a casa. Questo è l’unico modo per vincere questa difficile partita contro questo terribile virus».
La Samb è stata la prima ad interrompere la stagione. «Noi – è sempre Di Pasquale che parla – siamo stati tra i primi, insieme ai giocatori del Piacenza, a vivere questa situazione a poche ore dai fatti di Codogno. Si sarebbe dovuto giocare domenica 23 febbraio e la gara venne rinviata il venerdì. Lì per lì, tra noi giocatori c’era preoccupazione anche se ancora non eravamo coscienti di quanto grave fosse la situazione. Discorso diverso quando sembrava che la gara si sarebbe giocata il 10 marzo. In quei giorni eravamo davvero preoccupati, poi è arrivato giustamente lo stop ai campionati. Sono giorni duri per tutti questi, ne usciremo, ne sono convinto, ma dobbiamo attenerci a quelle che sono le disposizioni del Governo».
Di Pasquale, infine, lancia un appello ad aderire alla raccolta fondi lanciata dalla Samb. «Nel frattempo – conclude il centrale rossoblù – ognuno di noi può dare il proprio piccolo contributo per aiutare medici e infermieri che stanno rischiando la vita in prima persona, facendo una donazione. C’è bisogno dell’aiuto di tutti in questo momento».
L’obiettivo è quello di venire incontro alle esigenze sanitarie richieste dall’ emergenza coronavirus. Il ricavato verrà utilizzato per supportare gli ospedali di Area Vasta 5 di Ascoli e San Benedetto con il rafforzamento della terapia intensiva e subintensiva delle strutture attraverso l’aumento dei posti letti e all’acquisto di ventilatori, dispositivi di ventilazione non invasiva, monitoraggio emodinamico e monitor.














