Questione sicurezza, il sociologo Giordani: «Anche Ascoli riflette una società sempre più aggressiva»

DALLE SCRITTE d’odio alle risse e agli episodi di violenza, la città attraversa mesi di forte tensione. Il sociologo e criminologo paragona la condizione degli extracomunitari in Italia oggi a quella degli italiani emigrati in America nei primi del Novecento, evidenziando dinamiche di esclusione e conflitto sociale
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di Filippo Ferretti

 

Un clima di grande tensione da qualche mese sta accompagnando la vita cittadina ascolana. La stagione dell’odio riversato verso il prossimo ha avuto ufficialmente inizio lo scorso ottobre, con le azioni del ragazzo intento ad offendere con parole di inaudita brutalità una studentessa 16enne sulle mura delle scuole superiori della città. Gesta che, prima di essere scoperte e quindi terminare, l’autore ripeterà altre cinque volte, indirizzando verso l’incolpevole vittima scritte con gravi offese, minacce estreme, persino istigazione al suicidio.

 

In questo lasso di tempo, numerosi sono stati gli episodi violenti che hanno caratterizzato il centro storico. All’inizio di novembre avviene una prima rissa serale in piazza del Popolo, testimoniata da numerosi passanti, replicata ancora nel salotto cittadino da una zuffa creatasi lo scorso 31 dicembre, immortalata da un video. Sino all’accoltellamento dello scorso 9 gennaio che ha avuto luogo a Porta Maggiore e, non infine, la rissa sviluppatasi ieri pomeriggio di fronte alla chiesa di San Francesco, sempre in piazza.

 

Polizia di Stato in servizio ad Ascoli

In tutto questo, orde di insulti estremi e feroci offese si sono levate dal popolo della rete rivolte all’imbrattatore beccato dalle forze dell’ordine. Un’atmosfera cupa, preoccupante, aggravata dal gelo termico e dalla desertificazione di presenze in centro che accompagna le ore serali, dovuta a una serie di concause che vanno dallo spopolamento inarrestabile di residenti del centro storico ai tantissimi negozi chiusi. Uno scenario sempre più vuoto, poco frequentato e, purtroppo, a detta di commercianti e residenti, non sufficientemente controllato dalle pattuglie.

 

«Anche la nostra città rispecchia una società diventata razzista, in cui prendersela con qualcuno permette agli autori di superare il proprio senso di inferiorità e infelicità» spiega il sociologo e criminologo Nello Giordani, che riflette sul fatto che siano soprattutto i giovani ad essere animati da comportamenti aggressivi.

Nello Giordani

 

«Come è noto, mettere alla gogna o colpire il “cattivo” ha da sempre una funzione catartica, un tentativo secolare di purificare i propri peccati» spiega il professionista ascolano, certo che debbano essere gli adulti e gli anziani a dover formare le nuove generazioni, in virtù della maturità e della saggezza costruita negli anni.

 

«La società dispone di un’istituzione per la collettività che risulta debole nel formare, acculturare, gestire le emozioni, educare al rispetto» prosegue Giordani, spiegando anche come mai gli stranieri siano oggi così frequentemente coinvolti nelle colluttazioni. «L’extracomunitario oggi in Italia è come il nostro connazionale nell’America dei primi del ’900: è vittima di non accettazione, di non integrazione, di offese e quindi facilmente reattivo e più incline all’aggressività» conclude il sociologo e criminologo, evidenziando che questa esasperazione contemporanea legata alla ricerca del nemico a tutti i costi, ovunque e dovunque, rischia di creare, alimentare e peggiorare il rapporto e il confronto con il prossimo.


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