Dopo il flop del tentativo di nascondere smartphone in una nicchia ricavata ad arte dietro alcune mattonelle, i detenuti del carcere di Ascoli hanno escogitato un nuovo stratagemma per occultare i telefonini all’interno della struttura.

Il carcere di Marino
Questa volta i dispositivi erano stati nascosti tra il montante superiore della porta del bagno e il muro, in uno spazio estremamente ridotto. Il tutto era stato coperto con una colla artigianale realizzata con farina e acqua, nel tentativo di rendere invisibile l’intervento.
Anche in questo caso, però, il piano non è andato a buon fine. Gli agenti della Polizia Penitenziaria, ormai abituati a controllare anche nei punti più impensabili, hanno individuato e recuperato i dispositivi nel corso di un controllo effettuato nella mattinata di oggi, 3 marzo.
Sono stati sequestrati due telefoni cellulari perfettamente funzionanti, particolarmente sottili per poter essere inseriti nello stretto spazio ricavato, completi di schede sim e caricabatteria.
«Il possesso di smartphone in carcere è espressamente proibito, poiché consente contatti non autorizzati con l’esterno e rappresenta una violazione delle regole di sicurezza», ricorda l’Osapp, organizzazione sindacale dei “baschi azzurri”, che nell’occasione ha sottolineato ancora una volta la professionalità e l’attenzione dimostrate dal personale in servizio.
Per poter lasciare o votare un commento devi essere registrato.
Effettua l'accesso oppure registrati