Riceviamo dal Comitato Arretramento FS e A14 Marche sud e pubblichiamo:
A margine del recente incontro promosso dalla Fondazione San Giacomo della Marca con i candidati a sindaco dei Comuni di Fermo e San Benedetto del Tronto, innanzitutto prendiamo atto che il tema del futuro dell’A14 è entrato chiaramente nel dibattito elettorale, come è giusto che sia, per la rilevanza che ha per tutto il territorio delle Marche sud. Prendiamo altresì atto che il metodo del dialogo è fondamentale per entrare nel merito delle questioni, senza pregiudizi e superficialità non ammissibili.
Abbiamo rilevato con soddisfazione che nessun candidato sindaco ha sposato pregiudizievolmente l’ipotesi proposta da Aspi e fatta propria, al momento, da Governo e Regione, ipotesi che prevede la terza corsia sino a Pedaso e il mini-arretramento di un senso di marcia a tre corsie da Pedaso a San Benedetto del Tronto. Qualcuno ha ribadito il sostegno ad una soluzione che preveda un percorso alternativo arretrato invece della soluzione proposta da Aspi, qualcun altro ritiene che la soluzione sia finire i lavori di manutenzione non procedendo a nessun altro intervento integrativo.
Da questo punto di vista ci permettiamo di far notare che le criticità di questo tratto dell’A14 non scompariranno con la fine dei lavori di manutenzione in quanto la pericolosità del tratto è strutturale sia in ordine alla sicurezza stradale, sia in ordine all’elevato rischio frana che permane e che potrebbe bloccare il corridoio adriatico come già accaduto recentemente a Petacciato in Molise che ha una situazione similare alla nostra. Questa opzione conservativa inoltre rinuncerebbe all’ultimo grande investimento di vari miliardi che potrebbe arrivare sul territorio in ordine alla grave problematica autostradale e che potrebbe essere destinato alla realizzazione un nuovo assetto viario delle Marche sud che punti allo sviluppo sostenibile del territorio.
La realizzazione della bretella autostradale arretrata da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo salverebbe ambientalmente la costa, salverebbe socialmente le aree interne riconnettendole a primarie vie di comunicazione, creerebbe un’alternativa all’A14 non bloccando il corridoio adriatico sulla costa nel caso dei ricorrenti incidenti, manutenzioni o frane, potrebbe avere tempi di realizzazione e costi non superiori all’ ipotesi di Aspi. Qualche altro candidato ha giustamente rimarcato la necessità di arrivare alla scelta della soluzione definitiva per l’A14 dopo un’attenta valutazione delle questioni tecniche ed ambientali. Tale necessità della valutazione è già considerata dall’iter di legge per queste grandi opere infrastrutturali prevedendo valutazione delle alternative progettuali e Dibattito Pubblico. E’ già stato redatto da Aspi il progetto di fattibilità della terza corsia e del mini-arretramento di un senso di marcia, manca ancora il progetto di fattibilità dell’alternativa progettuale della bretella autostradale arretrata. Si tratta di un progetto di fattibilità e quindi facilmente realizzabile, potevamo già averlo da tempo considerando che sono ormai diversi anni che Aspi e Governo hanno annunciato il primo progetto.
Nel 2006 i Consigli comunali di Fermo e Porto San Giorgio espressero la visione di uno sviluppo sostenibile del territorio delle Marche sud chiedendo la verifica di un percorso arretrato, da allora gli Enti Locali del Territorio hanno perso una capacità di proposta e presenza attendendo che gli Enti sovraordinati risolvessero la problematica. La richiesta della redazione del progetto di fattibilità di una bretella autostradale arretrata a quattro corsie da Porto Sant’Elpidio a Mosciano/Teramo può essere un momento unificante della comunità locale, non perché si sposa aprioristicamente questa ipotesi, ma perché acquisirebbe l’alternativa progettuale al progetto Aspi, permettendo così l’avvio del Dibattito Pubblico per valutare entrambe le ipotesi ed arrivare alla scelta della soluzione condivisa. Le comunità hanno bisogno di amministratori con una visione per lo sviluppo sostenibile del territorio delle Marche sud, con una capacità propositiva nei confronti di Governo e Regione, con una chiara determinazione a difendere come scopo primario il bene della comunità e non la fedeltà al capo partito.
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