Nel territorio del Piceno prende forma un nuovo modello di presa in carico per i giovani con fragilità, capace di unire innovazione sociale e tecnologia per costruire percorsi concreti di autonomia e inclusione.

La presentazione del progetto “Noi X” (Foto pagina Facebook Comune di Ascoli)
Elemento centrale del progetto, “Noi X” (Nuovi Obiettivi X l’Inclusione), cofinanziato dall’Unione Europea e dalla Regione Marche nell’ambito del Programma Regionale FSE+ Marche 2021–2027, è la costruzione di un sistema territoriale integrato, sviluppato in collaborazione con il Comune di Ascoli e gli Ambiti Territoriali Sociali 21, 22 e 23 e con il supporto dell’Ast picena. L’obiettivo è rendere più efficace e coordinata la presa in carico dei beneficiari, superando la frammentazione dei servizi.
L’iniziativa è promossa dalla cooperativa sociale Pagefha, capofila di una rete composta da realtà del territorio come La Casa di Asterione, Michelepertutti, Amici Disparati, Aps Vivo e Marche Servizi.
Il progetto interviene su una criticità diffusa: il delicato passaggio dalla scuola alla vita adulta per i giovani con disabilità, spesso caratterizzato da poche opportunità e rischio di isolamento. La risposta è la costruzione di percorsi personalizzati, orientati all’autonomia, alla partecipazione attiva e all’inclusione nella comunità.
L’assessore comunale di Ascoli ai Servizi sociali Massimiliano Brugni evidenzia: «Essere vicini ai più fragili è da sempre una volontà di questa Amministrazione, che riserva una cura particolare a queste persone. Credo che aiutare i giovani nel loro percorso di crescita e di realizzazione personale attraverso percorsi su misura, capaci di valorizzare le loro capacità, sia fondamentale per dare loro la prospettiva di un futuro in cui siano perfettamente integrati nella società e in grado di vivere autonomamente la loro vita».
L’innovazione del progetto si sviluppa su più livelli: dalla creazione di una piattaforma digitale territoriale che connette servizi e opportunità, alla realizzazione di una stanza immersiva ad alta tecnologia per l’apprendimento di competenze di vita e lavorative, fino all’introduzione della figura dell’Ability Manager.
A spiegare il cambio di paradigma è Daniele Mauro, presidente della Cooperativa Pagefha: «Le attività progettuali propongono un cambio di paradigma: non più interventi isolati, ma un sistema integrato che mette in rete competenze, servizi e territorio. Tecnologia e dimensione sociale lavorano insieme per valorizzare le potenzialità dei ragazzi e accompagnarli verso una reale autonomia, sostenendo al tempo stesso le famiglie».
Il progetto si svilupperà nell’arco di due anni, con l’ambizione di diventare un modello replicabile, capace di offrire risposte concrete e durature ai bisogni di inclusione dei giovani più fragili del territorio.
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