Un uomo di 63 anni residente nella Vallata del Tronto è tra i principali indagati in una complessa indagine coordinata dalla Direzione distrettuale antimafia dell’Aquila, che ipotizza la diffusione e detenzione di materiale pedopornografico attraverso canali digitali.
L’inchiesta coinvolge complessivamente tre persone: oltre all’ascolano, figurano un sessantenne della provincia di Pesaro e un cinquantanovenne residente nel Pescarese. Secondo quanto emerso dalle indagini, proprio il 63enne della Vallata del Tronto avrebbe condiviso in rete centinaia di file illeciti, in un contesto ritenuto dagli investigatori tutt’altro che occasionale.
Le attività investigative si sono sviluppate attraverso analisi informatiche approfondite su dispositivi elettronici, connessioni e flussi di dati, che avrebbero consentito di ricostruire una rete strutturata di scambio di contenuti illegali su piattaforme digitali. Durante le perquisizioni sono stati sequestrati computer, smartphone e supporti di memoria, ora sottoposti a ulteriori verifiche tecniche.
Gli inquirenti ritengono che si tratti di un’attività continuativa, con modalità organizzate, e non di episodi isolati. Un elemento che potrebbe incidere in modo significativo sulla definizione delle responsabilità individuali.
Nei prossimi giorni è previsto l’interrogatorio degli indagati davanti all’autorità giudiziaria. Il sessantatreenne della Vallata del Tronto, assistito dal legale Umberto Gramenzi, dovrà comparire entro la fine di maggio insieme al sessantenne pesarese davanti al giudice per le indagini preliminari della Direzione distrettuale di Ancona, divenuta competente dopo il trasferimento del fascicolo.
L’inchiesta è ancora nella fase preliminare e saranno gli ulteriori accertamenti a chiarire nel dettaglio il ruolo dei singoli coinvolti.
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