
Il sacrario di San Marco
«Abbiamo avuto un’interlocuzione positiva con il presidente della Provincia Salvi, che si è mostrato molto disponibile. Il primo passo sarà quello di posizionare segnaletiche informative e nuovi cartelli, oltre ad elementi dissuasivi nella zone più vicine al monumento. Poi si è parlato anche di recuperare il progetto di restauro che abbiamo presentato nel 2023 ed è ancora attuabilissimo. Abbiamo a cuore questo come tanti altri luoghi che tengono viva la memoria storica del Piceno».

Il cippo commemorativo “oscurato” durante una manifestazione sportiva
Sulla situazione poco edificante in cui versa il Sacrario Partigiano di Colle San Marco abbiamo parlato pochi giorni fa (leggi qui). In tal senso, le parole di Rita Forlini, presidente dell’Anpi, giungono particolarmente gradite a tutti quelli che considerano importante la cura del sito che ricorda il tragico eccidio di tanti giovani avvenuto proprio in queste zone, protagoniste attive della liberazione dal nazifascismo durante la Seconda Guerra Mondiale.
Oggi, alle condizioni precarie in cui versa il Sacrario inaugurato nel 1965 dall’allora presidente del consiglio Aldo Moro e da sempre di proprietà della Provincia, si uniscono anche l’inciviltà e la maleducazione di visitatori e campeggiatori, che spesso neanche si rendono conto di trovarsi a bivaccare, mangiare e fare schiamazzi in una “zona di rispetto”, come spiegato dall’unico cartello presente in loco. Stessa sorte per il cippo commemorativo posto all’ingresso del Colle San Marco, dove le immagini raccontano di auto e motorini parcheggiati senza un minimo di accortezza.
«Proprio per questo Salvi ha accolto di buon grado la proposta di posizionare una serie di segnali informativi che fungano da richiamo anche alle possibili sanzioni a cui si va incontro», continua la Forlini, affiancata da un altro pilastro dell’associazione, Lucio Billwiller. Spesso, in passato, l’Anpi ha tirato fuori di tasca propria le risorse necessarie per garantire un minimo di decoro al Sacrario ed allo stesso cippo. Va da sé, però, che per qualcosa di più strutturato serva un impegno economico di un certo tipo.

Billwiller e Forlini
«Il progetto per la riqualificazione del Sacrario ci fu donato tre anni fa dallo studio Mariani e prevede interventi per circa 300.000 euro. Nonostante le difficoltà che attraversano gli enti, la Provincia si è mostrata pronta a riprendere in mano la cosa», conferma la presidente dell’Anpi.
Il Sacrario, all’epoca ideato dall’architetto Enrico Teodori con la collaborazione dello scultore Valeriano Trubbiani, rappresenta uno dei più significativi monumenti della Resistenza per il suo linguaggio simbolico e moderno. All’interno del documento, si parla anche dei numerosi problemi causati soprattutto dalle infiltrazioni d’acqua meteorica, dovute al deterioramento delle impermeabilizzazioni e delle vetrate in metacrilato prive di adeguati serramenti. L’intervento prevederebbe, tra le altre cose, il restauro della scalinata centrale, la sistemazione della terrazza superiore, il restauro delle vetrate laterali e della grande vetrata ovest, il consolidamento delle gradonate in travertino, il ripristino del locale interno (oggi chiuso) e la sistemazione dei percorsi esterni, muretti e pavimentazioni, danneggiati anche dalla crescita delle radici degli alberi presenti nell’area monumentale. Oltre a tutta una serie di interventi accessori, tra cui appunto l’installazione di pannelli informativi.
In sintesi, il progetto punta a conservare e valorizzare uno dei principali luoghi della memoria della Resistenza marchigiana, eliminando le cause del degrado senza alterarne l’identità architettonica e simbolica.
«Tra le priorità di cui abbiamo parlato – conclude Rita Forlini – vi è anche una ricognizione che la Provincia effettuerà nei comuni dove sono presenti testimonianze importanti della Resistenza come cippi, sacrari e steli in modo da avere un quadro generale e sollecitare in caso si di situazioni di particolare abbandono. Inoltre, abbiamo da poco terminato, insieme alla Soprintendenza, la catalogazione dell’archivio Anpi che contiene documenti dal 1943 ad oggi e che sarà presto consultabile. Infine, alla biblioteca “Gabrielli” è visitabile la mostra sulla 21 madri costituenti».
“Zona di rispetto, Sacrario Partigiano”: ma ci campeggiano davanti














