
I Monti Gemelli dalle colline truentine (ph G. Vecchioni)
A cavallo del confine amministrativo tra le regioni Marche e Abruzzo, insiste un’area ricca di emergenze paesaggistiche, naturali, storiche e culturali che ne fanno un autentico gioiello escursionistico, dalle potenzialità turistiche enormi, solo parzialmente valorizzate.

Civitella del Tronto e la sua Fortezza viste dalla Costa dell’Elce (Montagna di Campli). In primo piano, le case di Battaglia (ph G. Vecchioni)
Si tratta di un’area ricompresa nei limiti del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga e denominata Distretto dei due Regni per la sua particolarità di essere stata, nel passato, il confine tra due Regni: a sud, il Regno di Napoli (poi, delle Due Sicilie) e, a settentrione, il regno temporale del papa; le due entità statuali furono unificate in uno stato unitario solo nel 1861, poco più di centocinquant’anni fa.
Il territorio del Distretto dei due Regni, che comprende le Montagne Gemelle, abbraccia aree dei comuni di Civitella del Tronto, Campli, Valle Castellana e Torricella Sicura; il logo scelto dal Parco per questo settore è ripreso da quello dei cippi dell’antico confine, composto dalle chiavi decussate dello Stato della Chiesa e dal giglio dei Borboni di Napoli.
A questo straordinario territorio, Cronache picene ha dedicato diversi pezzi, i link dei quali sono reperibili in calce all’articolo. Vale la pena, però, rivedere alcune delle peculiarità che rendono l’area veramente unica. Prima, però, una breve digressione relativa all’esigenza di inserire la denominazione “Monti Gemelli” (un titolo che comprende la Montagna dei Fiori e quella di Campli) nel nome ufficiale del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga con lo scopo di valorizzare il massiccio, dando una maggiore visibilità turistica e geografica all’area: non è un’opera da Mission: impossible, basta seguire l’esempio di altri parchi nazionali che hanno aggiornato la propria denominazione per rappresentare in modo migliore le diverse componenti del proprio territorio.

I Gemelli dall’area di Castrogno (ph G. Vecchioni)
Per completezza dell’informazione, ricordiamo che l’area dei Monti Gemelli (una vera e propria isola calcarea nel “mare di colline” del Teramano) comprende territori appartenenti amministrativamente a due regioni (Marche e Abruzzo), due province (Teramo e Ascoli Piceno) e otto Comuni (Ascoli Piceno, Folignano, Civitella del Tronto, Campli, Teramo, Torricella Sicura, Rocca Santa Maria e Valle Castellana). Le vette del territorio sono (da nord a sud) Monte Piselli (1676 m), Monte Girella (1814 m), Monte Tignoso (1367 m), Monte Foltrone (1718 mm), Monticchio (1442 m), Monte della Farina (1572 m), Monte Tre Croci (1388 m); il Monte Girella e il Foltrone (le vette principali della piccola dorsale) sono “divisi” dalle Gole del Salinello, una delle più interessanti forre dell’Appennino. I bacini idrografici interessati (e le relative valli) sono quelli del Tronto, del Castellano, del Tévera, del Vezzòla, del Salinello e del Vibrata.
Il Distretto dei due Regni è uno degli 11 nei quali è diviso il territorio del Parco e comprende un territorio in parte selvaggio ma, al tempo stesso, ricco di memorie storiche che trovano testimonianza nei resti di castelli e artefatti vari.

Escursionisti all’interno della Grotta di Sant’Angelo a Ripe (ph D. Cornacchia)
Sui Monti Gemelli (e non solo) passava la linea di confine prima citata (la frontiera durata più a lungo in Europa, con 1300 anni di storia, ricordata da segnacoli di pietra, i cippi ancora presenti sul terreno), lunga circa 400 km, che dal Mar Tirreno arrivava alla costa adriatica, valicando le aspre giogaie dell’Appennino. Nella stretta valle del Salinello, un lungo budello che separa le due montagne gemelle, il castello di Macchia (più conosciuto come Castel Manfrino), fortezza prima sveva poi angioina, era la cerniera di questa linea di divisione, un anello della catena di fortificazioni che arrivava fino a Civitella del Tronto. Altre peculiarità del Distretto sono i centri di Valle Castellana e Campli, i cui territori, ricchi di memorie storiche e di testimonianze, costituiscono un potenziale bacino turistico, da curare e valorizzare.
Il breve spazio dell’articolo non permette un’analisi soddisfacente delle tante caratteristiche che rendono l’area affascinante e degna di una visita non superficiale.
Ricordiamo solo che «Una storia antica lega gli uomini a questo territorio da millenni. L’area interessata dall’escursione è stata frequentata fin dalla Preistoria, come attestano i ritrovamenti nella Grotta di Sant’Angelo a Ripe. All’epoca romana risale la via del sale e, forse, qui è passato Annibale con il suo esercito, dopo la battaglia del Trasimeno. Nel Medioevo, la zona ha visto la nascita di numerosi eremi sulle strapiombanti pareti delle Gole del Salinello e nelle aree vicine, e la lotta tra il Papato e l’Impero. Nell’Ottocento, le varie cavità e i borghi più appartati hanno costituito il rifugio degli Insorgenti (i cosiddetti briganti). Durante la Seconda Guerra Mondiale, tra i boschi hanno trovato asilo i combattenti della lotta di Liberazione. Negli anni del boom economico, infine, molti centri dell’area, soprattutto quelli più isolati, hanno subìto il fenomeno dello spopolamento».

A guardia della caciara (ph CAI Val Vibrata-Monti Gemelli)
Martedì 21 luglio, presso la Sala Consiliare di Palazzo De Thermes a Civitella del Tronto, sarà presentato il progetto di salvaguardia e conoscenza dei Monti Gemelli e la carta escursionistica relativa, incentrata sul Cammino dei Due Regni, splendido itinerario ad anello, con partenza e arrivo da Ripe, pittoresca frazione del comune di Civitella del Tronto.
Il progetto editoriale è stato coordinato da Marco Nardi in collaborazione con Silvio Ippoliti e la redazione della 4LAND di Bolzano; la carta, in scala 1:25000 (cioè 1 cm sulla carta corrisponde a 250 m sul terreno), realizzata grazie al certosino lavoro sul territorio dei soci della sezione Val Vibrata-Monti Gemelli del CAI, vuole essere un utile strumento per la fruizione consapevole del territorio.
Ricordiamo che le carte escursionistiche sono strumenti essenziali per la sicurezza in montagna perché permettono di scegliere i percorsi e di pianificare i tempi di percorrenza, grazie all’identificazione della natura del terreno e dei dislivelli. Permettono, inoltre, di responsabilizzare l’escursionista, che può valutare a priori il percorso, liberandosi dalla dipendenza, soprattutto psicologica, da strumenti digitali (peraltro utilissimi) impostati su database territoriali GIS (Geographic Information Systems).

La costa adriatica vista dal Foltrone (Montagna di Campli, ph CAI Val Vibrata-Monti Gemelli)
All’incontro parteciperanno, oltre ai sindaci dei comuni interessati (l’area dei Gemelli è ricompresa nel territorio di diversi comuni), il commissario del Parco Nazionale Gran Sasso-Monti della Laga, il presidente del CdA del Consorzio turistico Monti Gemelli e altre figure istituzionali.
L’evento, promosso dell’attiva sezione vibratiana del Club Alpino, presente col suo presidente, Davide Francioni, e con il past president, Marco Nardi, ha il merito di “tenere i riflettori accesi” su un’area forse un po’ trascurata (non dagli appassionati locali!) dal punto di vista turistico-escursionistico ma che non ha nulla da invidiare ad altre zone dell’Appennino, anzi… forse può offrire un più ampio ventaglio di proposte che, come abbiamo visto, vanno dai paesaggi amplissimi alle eminenze ambientali (una per tutte, il raro laghetto carsico poco sotto la vetta), dalle leggende (Annibale e i suoi Cartaginesi, la Via Metella) alle memorie storiche e antropologiche (l’Appennino nascosto dei paesi abbandonati, autentico regno del silenzio). L’antica linea di demarcazione (o di confinazione) si snodava lungo quello che è un autentico museo diffuso all’aria aperta, con interessanti percorsi tra caratteristiche capanne di pietra a secco (le caciare), resti di manieri medievali (Castel Manfrino), siti preistorici ed eremi rupestri (valle del Salinello), solo per rimanere in ambito storico-archeologico.

Fiabesco panorama notturno dalla Montagna dei Fiori (ph CAI Val Vibrata-Monti Gemelli)
Da questa premessa discende l’iniziativa della carta relativa al territorio dei Monti Gemelli e al Cammino dei Due Regni, antistrappo e leggibile sui due lati (lato A, escursionistico, e lato B, turistico-informativo): un’iniziativa alla quale va augurato ogni successo. È riduttivo, però, descrivere l’incontro di martedì 21 luglio come una semplice presentazione di una pur utile, anzi utilissima carta tematica; in ballo c’è molto di più, un corretto approccio al territorio montano, una migliore conoscenza dello stesso per una sua fruizione responsabile: conoscere per rispettare, amare, conservare un territorio magnifico.

Escursionisti all’alba sul Girella (ph CAI Val Vibrata-Monti Gemelli)

La locandina dell’evento
Articoli correlati














