Ecomostro di via Calatafimi

 

 

L’ex complesso industriale dei Frigoriferi Sgattoni di via Calatafimi di San Benedetto, da anni al centro delle preoccupazioni dei residenti e ormai noto come Ecomostro, torna al centro del dibattito politico regionale. Il vicepresidente dell’Assemblea legislativa delle Marche, Enrico Piergallini, ha infatti presentato un’interrogazione a risposta orale, sottoscritta dall’intero gruppo consiliare del Partito Democratico, per chiedere alla Giunta regionale interventi concreti sulla situazione dell’area.

 

Enrico Piergallini

«I cittadini di San Benedetto non possono più aspettare – afferma Piergallini – Occorre individuare una soluzione definitiva per un sito che presenta una conclamata presenza di amianto friabile nel cuore della città e che, paradossalmente, non risulta inserito nei principali database ufficiali dei siti da bonificare».

 

Il consigliere regionale richiama i rilievi effettuati da Arpam e le valutazioni dell’Ast di Ascoli Piceno, che avrebbero evidenziato una contaminazione significativa da amianto. Oltre al crisotilo, sarebbero state individuate fibre particolarmente pericolose come crocidolite, amosite e tremolite, in avanzato stato di degrado, insieme a fibre artificiali vetrose.

 

«Si tratta di una situazione estremamente delicata sotto il profilo sanitario – sottolinea Piergallini – considerando che non esiste una soglia minima di sicurezza per l’esposizione all’amianto e che gli effetti sulla salute possono manifestarsi anche dopo decenni».

 

Alla criticità ambientale si aggiungerebbe anche il rischio legato alla presenza di una fitta vegetazione nell’area, a ridosso della linea ferroviaria, con possibili pericoli in caso di incendio.

 

Secondo quanto evidenziato nell’interrogazione, dopo anni di ordinanze rimaste senza esito da parte delle società proprietarie, Aurora Italiana Srl e Lux Italiana Srl, sarebbero state avviate le procedure per l’esecuzione d’ufficio degli interventi. Tuttavia, l’area non risulterebbe ancora inserita né nell’Anagrafe regionale dei siti contaminati né nella banca dati nazionale dedicata.

 

Con l’atto ispettivo, il Pd chiede alla Regione di verificare immediatamente l’avvio delle procedure di caratterizzazione ambientale previste dalla normativa vigente e di valutare l’accesso ai finanziamenti destinati alle bonifiche.

 

Fabio Urbinati

Sul tema è intervenuto anche il Partito Democratico di San Benedetto attraverso un’interpellanza urgente presentata in Consiglio comunale dal capogruppo Fabio Urbinati: «L’ex Sgattoni deve essere inserito quanto prima tra i siti contaminati censiti dalla Regione Marche. La Regione può e deve sostenere economicamente il Comune nella bonifica, come già avvenuto in altri casi sul territorio. Di fronte a costi così elevati e a una questione che riguarda direttamente la salute pubblica, non ci si può fermare davanti all’inerzia dei privati».

 

L’obiettivo, ribadiscono gli esponenti democratici, è ottenere un supporto economico e tecnico immediato che consenta di mettere in sicurezza l’area e avviare finalmente il percorso di bonifica di uno dei luoghi simbolo del degrado urbano cittadino.

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