Il silenzio dell’alba, il profumo intenso del basilico e una Piazza Arringo già gremita quando la città deve ancora svegliarsi. Alle 5.45 in punto, mentre i lampioni si spengono e la luce del giorno inizia a farsi strada tra le facciate storiche del centro, Ascoli ha vissuto uno dei momenti più suggestivi e identitari della festa di Sant’Emidio. Sul sagrato della Cattedrale, oggi 5 agosto, si è infatti rinnovata la tradizionale benedizione del basilico, il rito che apre le celebrazioni religiose dedicate al patrono della città.

 

Il vescovo Gianpiero Palmieri

Centinaia le persone presenti per partecipare alla cerimonia officiata dal vescovo monsignor Gianpiero Palmieri, tra file di piante verdi che, da secoli, accompagnano questa ricorrenza profondamente radicata nella tradizione ascolana.

 

Una tradizione che affonda le sue origini nel Medioevo e che attribuisce al basilico un significato ben diverso da quello gastronomico. Nell’XI secolo, infatti, la pianta era associata alla regalità spirituale e indicava il luogo di sepoltura di persone considerate “regali” nella fede.

 

Nel corso della sua riflessione, il vescovo Palmieri ha legato il significato della festa di Sant’Emidio al mistero pasquale. «Oggi comincia la nostra giornata di festa e comincia all’alba – ha detto – È l’alba di un giorno nuovo, il giorno della luce che vince il buio, il giorno della vita che trionfa sulla morte».

Richiamando una tradizione attribuita a Sant’Elena, madre dell’imperatore Costantino, l’alto prelato ha ricordato come il luogo della Croce sarebbe stato riconosciuto proprio grazie alla presenza del basilico. Da qui il significato più profondo della pianta.

 

«Basilico significa “pianta del Re”. E il Re è il Signore Gesù che vince la morte, che vince la notte, che vince il peccato. Ecco perché anche sulla tomba di Sant’Emidio il segno è quello del basilico. È una pianta che annuncia la presenza di qualcosa di più grande, la presenza della risurrezione e della vita».

 

La benedizione del basilico, che molti fedeli hanno poi portato con sé nelle proprie abitazioni, rappresenta così un segno di fede e di speranza. «Ci ritroviamo qui all’alba, quando sorge il sole, con la pianta del basilico – ha concluso Palmieri – perché siamo chiamati a regnare con Cristo».

 

Don Elio Nevigari

Al termine della cerimonia, in tanti hanno raggiunto l’interno della Cattedrale per partecipare alla prima celebrazione eucaristica della giornata, presieduta da don Elio Nevigari.

 

Le celebrazioni proseguiranno fino a sera con il programma religioso dedicato al patrono.

 

Alle 9 è prevista la Santa Messa per la “Famiglia degli Emidio”, alle 10 la celebrazione presso la chiesa di Sant’Emidio alle Grotte, alle 11 il Solenne Pontificale con Benedizione Papale presieduto dal cardinale Fabio Baggio. Nel pomeriggio, alle 18, la Santa Messa celebrata dal vescovo Palmieri precederà la tradizionale processione per le vie del centro storico.

In piazza Arringo, sul lato dell’Episcopio, sono stati inoltre allestiti gazebo con sacerdoti disponibili per le confessioni. La Cattedrale resterà aperta fino alla mezzanotte, consentendo ai fedeli di rendere omaggio a Sant’Emidio nel giorno più sentito dell’anno per la comunità ascolana.

 

L’ambulanza della Potes in Piazza Arringo

Le alte temperature, che non hanno risparmiato nemmeno l’alba, due persone in chiesa – gremita forse oltre la capienza – hanno avuto un malore. Immediatamente soccorse dagli operatori sanitari, sono state trasportate al Pronto Soccorso dell’ospedale “Mazzoni” di Ascoli per dei controlli.

 

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