Risse, tensioni e violenza che esplode per motivi apparentemente banali. In Riviera torna a suonare un campanello d’allarme sul fronte della sicurezza, con episodi che vedono protagonisti anche giovanissimi e che sembrano avere come comune denominatore una crescente difficoltà a gestire situazioni di conflitto.

 

Gli ultimi due episodi, avvenuti a distanza di pochi giorni, hanno richiesto il pronto intervento delle forze dell’ordine. Il primo si è verificato nella zona di Ponterotto, nei pressi della Caritas, dove la tensione è salita rapidamente tra un gruppo di cittadini stranieri. Dalle parole si è passati ben presto ai fatti, con i protagonisti che si sono affrontati a suon di pugni. Una situazione che ha richiesto l’intervento dei carabinieri, chiamati a riportare la calma e a interrompere lo scontro.

 

L’intervento dei carabinieri al Ponterotto dopo l’ennesima rissa

Un episodio che riaccende i riflettori su una porzione della città da tempo considerata particolarmente delicata sul fronte della sicurezza. La zona di Ponterotto, infatti, è già finita in passato al centro dell’attenzione per situazioni di degrado e tensioni, rendendo ancora più significativo l’ennesimo intervento delle forze dell’ordine.

 

Ma il problema non riguarda soltanto le aree periferiche. Pochi giorni prima, i militari dell’Arma erano dovuti intervenire anche in pieno centro, all’alba, all’interno del giardino “Nuttate de Lune”. In questo caso a fronteggiarsi fisicamente erano stati alcuni giovani, al termine di una notte trascorsa tra locali e movida. Anche qui, dalle schermaglie si era passati rapidamente allo scontro fisico, rendendo necessario l’arrivo dei carabinieri.

 

Due episodi diversi per contesto e protagonisti, ma accomunati dalla stessa dinamica: una tensione che degenera e sfocia nella violenza, apparentemente per futili motivi. Una tendenza che preoccupa perché coinvolge anche ragazzi molto giovani e che pone interrogativi non soltanto sull’ordine pubblico, ma più in generale sul livello di aggressività che sembra emergere in alcune situazioni della vita quotidiana.

 

A intervenire nel dibattito è ora anche il Sindacato autonomo di polizia (Sap), attraverso il segretario provinciale Massimiliano d’Eramo, che richiama alla responsabilità tutti i soggetti coinvolti. Il sindacato, pur precisando di non voler attribuire ogni responsabilità ai titolari degli esercizi pubblici, sottolinea come chi sceglie di mantenere aperte le attività fino a tarda notte dovrebbe dotarsi di adeguati servizi di vigilanza privata.

 

Il punto, secondo il Sap, è anche quello di evitare che le pattuglie delle forze dell’ordine, spesso ridotte nei numeri, vengano assorbite nella gestione di situazioni che potrebbero essere prevenute. Gli equipaggi della Squadra Volante, osserva d’Eramo, devono poter concentrare la propria attività sulla prevenzione e repressione dei reati, senza essere impiegati prevalentemente per fronteggiare episodi legati alla movida che richiederebbero una maggiore assunzione di responsabilità da parte di tutti gli attori coinvolti.

 

«Purtroppo la buona volontà del sindaco di San Benedetto, Nicola Mozzoni, nell’applicare regole più stringenti sulla vendita e sul consumo delle bevande, da sola non è più sufficiente», rimarca ancora D’Erasmo, riferendosi alla nuova ordinanza che detta le regole per la vita notturna. «Noi addetti ai lavori sappiamo bene che questa misura, da sola, non basta – afferma ancora l’esponente delle forze dell’ordine -. È necessario adottare provvedimenti più incisivi. Come già avvenuto nella vicina Abruzzo, occorre prevedere, a partire da una determinata ora, la chiusura dei locali, evitando che possano rimanere aperti fino alle 4.45 del mattino».

 

Il Sap chiama in causa anche le famiglie, alle quali viene riconosciuto un ruolo centrale come «primo presidio educativo, di legalità e di responsabilità». L’invito è a non lasciare i giovani privi di punti di riferimento, in un contesto nel quale le istituzioni, la politica, le amministrazioni locali, gli esercenti, le famiglie, le forze dell’ordine e i cittadini sono chiamati a fare fronte comune.

 

Il sindacato chiede dunque interventi concreti e non esclude la necessità di decisioni che possano apparire impopolari, ma che vengono ritenute necessarie per tutelare cittadini, operatori e forze dell’ordine. «La sicurezza collettiva deve rappresentare una priorità assoluta», è il senso dell’appello del Sap, che reclama strumenti, risorse e politiche efficaci per chi ogni giorno opera in divisa.

 

Il quadro assume un peso ancora maggiore considerando il periodo dell’anno. Con il cuore dell’estate ormai alle porte e la Riviera pronta ad affrontare il momento di maggiore afflusso turistico, l’attenzione delle forze dell’ordine resta alta. Movida, locali affollati e maggiore presenza di persone sul territorio rappresentano inevitabilmente fattori che possono aumentare le occasioni di tensione.

 

L’obiettivo è quindi quello di prevenire sul nascere situazioni potenzialmente pericolose, attraverso controlli e interventi tempestivi. Perché se due episodi ravvicinati non bastano da soli a delineare un’emergenza, il ripetersi di risse e aggressioni per motivi futili resta comunque un fenomeno da non sottovalutare. E mentre la Riviera si prepara al clou della stagione, il Sap chiede che la sicurezza non venga affrontata con interventi parziali, ma attraverso una strategia condivisa e una concreta assunzione di responsabilità.

 

«Il sindacato – puntualizza ancora D’Erasmo – non può e non deve sostituirsi agli organismi competenti che partecipano ai tavoli per l’Ordine e la Sicurezza Pubblica convocati in Prefettura. È però arrivato il momento che le massime Autorità debbano assumere decisioni forti e coraggiose, capaci di garantire a tutti un ambiente civile, sicuro e sereno. Sono gli stessi colleghi impegnati quotidianamente sulle strade a chiederlo, compresi coloro che, abituati a operare in diverse realtà del territorio nazionale, evidenziano come quanto accade sulla nostra Riviera presenti anomalie e storture che non riscontrano in altri contesti. Solo per notizia, anche nell’ultima notte in Riviera si sono registrati decine di interventi del 118 legati all’abuso di alcol. Nella maggior parte dei casi si è trattato di ragazzi molto giovani, compresi alcuni minorenni. Numeri che confermano come il fenomeno sia ormai una costante nei fine settimana estivi».

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