Un gesto di grande generosità nel momento più doloroso. È quello compiuto dalla famiglia di un uomo di 71 anni, residente nel Piceno, deceduto all’ospedale Mazzoni di Ascoli a causa di un’emorragia cerebrale. Il consenso alla donazione ha permesso di procedere con un prelievo multiorgano che ha interessato cuore, fegato, reni e cornee.

 

La procedura è stata effettuata ieri, mercoledì 5 agosto, dopo il decesso dell’uomo, ricoverato dal 2 agosto nell’Unità operativa complessa di Anestesia e rianimazione del nosocomio ascolano. Una volta accertata la morte attraverso l’elettroencefalogramma e ottenuto il consenso dei familiari, è stata avviata la complessa procedura di donazione, coordinata da un’équipe multidisciplinare.

 

Un intervento che ha richiesto la collaborazione di numerose professionalità. Sono state coinvolte le équipe dell’Ast di Ascoli e del Centro regionale trapianti delle Marche, insieme ai chirurghi arrivati dal presidio ospedaliero universitario Santa Maria della Misericordia di Udine, dal Policlinico di Milano e dall’Azienda ospedaliero-universitaria di Ancona. Il prelievo delle cornee è stato invece effettuato dall’Unità operativa di Oculistica dell’Ast di Ascoli, diretta da Luca Cesari.

 

L’ospedale “Mazzoni

A coordinare la procedura all’interno del Mazzoni sono state Ida Di Giacinto, direttrice dell’Unità operativa di Anestesia e rianimazione, e Mariangela Di Pardo, referente per il procurement della stessa struttura. Un lavoro di squadra che ha coinvolto il personale sanitario del reparto, il blocco operatorio e le diverse unità operative chiamate a collaborare.

 

Il direttore generale dell’Ast di Ascoli, Antonello Maraldo, e la direttrice dell’Anestesia e rianimazione del Mazzoni, Ida Di Giacinto, hanno rivolto un particolare ringraziamento ai familiari del 71enne, sottolineando il valore della loro scelta in un momento di profondo dolore.

 

La gratitudine dell’Ast è stata estesa a tutti i professionisti che hanno partecipato alla procedura, al personale del reparto e del blocco operatorio, alle équipe degli altri ospedali coinvolti, alla direzione medica ospedaliera e alla direzione sanitaria aziendale. Una rete di competenze che ha consentito di portare a termine il prelievo e trasformare una tragedia familiare in una possibilità concreta di vita per altre persone.

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