Maurizio Pelosi

 

 

Turni aggiuntivi accettati sulla base di una determinata retribuzione e successivamente ricondotti a semplice lavoro straordinario. È la situazione denunciata dal segretario territoriale del Nursind Ascoli, Maurizio Pelosi, che riferisce le segnalazioni ricevute da diversi dipendenti dell’Ast ascolana.

 

Secondo quanto riportato dal sindacato, nel mese di giugno, a fronte della carenza di personale in alcuni servizi, alcuni lavoratori avrebbero dato la propria disponibilità a coprire ulteriori turni dopo aver ricevuto l’indicazione che quelle ore sarebbero state riconosciute come prestazioni aggiuntive retribuite a 50 euro lordi all’ora.

 

A distanza di circa due mesi, però, sempre secondo il Nursind, gli uffici amministrativi starebbero contattando i dipendenti per comunicare che quelle stesse ore non saranno liquidate con la tariffa inizialmente prospettata, ma verranno retribuite come ordinario lavoro straordinario, con un compenso sensibilmente inferiore: meno della metà.

 

«I lavoratori – afferma Pelosi – hanno accettato di effettuare quei turni sulla base di condizioni economiche ben precise. Modificarle quando le prestazioni sono già state svolte significa mettere il personale di fronte al fatto compiuto, senza alcuna possibilità di scelta».

 

Il sindacato parla apertamente di una situazione che rischia di penalizzare chi ha garantito la copertura dei servizi in un momento di difficoltà organizzativa. Per questo motivo il Nursind chiede all’Azienda sanitaria di chiarire come siano state autorizzate le prestazioni aggiuntive, chi abbia definito le condizioni economiche comunicate ai dipendenti e per quale motivo sia stata successivamente decisa una diversa modalità di pagamento.

 

«Non possono essere i lavoratori – sostiene Pelosi – a subire le conseguenze di eventuali errori organizzativi o di comunicazioni non coordinate. Se una prestazione viene richiesta e accettata a determinate condizioni, quelle condizioni devono essere rispettate».

 

Il Nursind annuncia infine di essere pronto a intraprendere ogni iniziativa sindacale e, se necessario, legale per tutelare il personale coinvolto e ottenere il riconoscimento economico che, secondo il sindacato, era stato concordato al momento dell’accettazione dei turni aggiuntivi. Per Pelosi la vicenda rappresenta una vera e propria beffa: «A giugno il personale serviva per coprire i turni; ad agosto, quando arriva il momento di pagare, le regole cambiano».

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