“Con quella faccia un po’ così, quell’espressione un po’ così che abbiamo noi prima di andare a Genova…”, canta Paolo Conte in Genova per noi. E sarà proprio Genova, o meglio il Genoa, la prossima tappa per i tifosi bianconeri che, oltre all’Acquario, potranno godersi una partita nello storico stadio Luigi Ferraris. Sarà un altro assaggio di grande calcio, di Serie A, dopo quelli vissuti contro Frosinone e Lazio.

 

Nella sfida di Coppa Italia contro il Potenza, però, la vera freccia rossa è stata la pattuglia bianconera guidata in panchina da Agostinone, chiamato a sostituire mister Tomei, ancora alle prese con il residuo della squalifica maturata nella scorsa stagione.

 

L’Ascoli è partito subito in salita, incassando un gol a freddo. Un colpo che avrebbe potuto disorientare chiunque, ma non i bianconeri. La squadra non si è scomposta e ha continuato a proporre gioco, idee e personalità, come se nulla fosse accaduto.

 

Tra i protagonisti spicca Milanese, schierato nel ruolo di terzino destro. Una prestazione che richiama alla memoria Hans-Peter Briegel, il tedesco simbolo dello storico scudetto del Verona nella stagione 1984-1985. Sulla fascia, Tommaso Pantaleo corre senza sosta, attacca e difende, costruisce e recupera palloni, fino a fermarsi soltanto quando arrivano i crampi. È lui a trovare la rete del pareggio, premiando una prova di grande generosità.

 

L’Ascoli è piacevole da vedere: produce molto, crea occasioni e mantiene il controllo del gioco. L’unico appunto riguarda la concretezza sotto porta, perché in campionato servirà maggiore cinismo per trasformare la mole di gioco in risultati.

 

Nella ripresa il copione non cambia. Il Potenza sembra soffrire le continue triangolazioni, il possesso palla e la qualità della manovra bianconera. I rossoblù faticano a entrare in partita e l’Ascoli ne approfitta.

 

Entra Gori e trova il gol del 2-1, dedicando l’esultanza ad Alagna. Poco dopo è Corradini a mettere il sigillo sul 3-1, chiudendo di fatto i conti. C’è spazio anche per vedere all’opera l’olandese volante dell’Ascoli, Bolsius Don Josè Henricus, nome talmente lungo da sembrare quasi troppo grande per una distinta di gara, e per il gradito ritorno in campo di Damiani.

 

Al triplice fischio si chiude una serata positiva, fatta di gioco, carattere e indicazioni incoraggianti. I calici possono alzarsi per il primo brindisi stagionale in Coppa Italia. Adesso, però, lo sguardo è già rivolto verso Genova e alla sfida contro il Genoa, un test che dirà qualcosa in più sulle ambizioni di questo Ascoli.

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