
Prosegue la mobilitazione contro il progetto di una nuova discarica per rifiuti pericolosi nell’area dell’Alto Bretta. Dopo la manifestazione che ieri, 9 settembre, ha visto la partecipazione di cittadini, associazioni e amministratori per esprimere contrarietà all’iniziativa, interviene anche il Parco dei Calanchi, che ribadisce la propria netta opposizione all’impianto e richiama l’attenzione sulle possibili conseguenze ambientali ed economiche per il territorio.
«Come Parco dei Calanchi avvertiamo ogni giorno la responsabilità e il privilegio di essere custodi di un patrimonio naturale unico e fragilissimo» si legge nella nota diffusa dall’associazione. «I calanchi non sono soltanto un paesaggio straordinario che il tempo e la natura hanno scolpito, ma rappresentano l’identità profonda del territorio, la sua storia e la sua biodiversità».
L’associazione sottolinea come la salvaguardia dell’ambiente richieda «scelte coraggiose» e ribadisce «con estrema chiarezza» la propria posizione contraria alla realizzazione di una nuova discarica nell’Alto Bretta.
Secondo il Parco dei Calanchi, l’eventuale insediamento di un nuovo impianto destinato ai rifiuti pericolosi rappresenterebbe «un carico ambientale insostenibile per la Valle del Bretta» e rischierebbe di avere effetti negativi sull’intero sistema economico e sociale dell’area.
Tra le principali preoccupazioni vengono indicati i possibili riflessi sull’immagine delle produzioni tipiche e dell’enogastronomia locale, considerate un elemento distintivo del territorio e strettamente legate alla qualità dell’ambiente. Analoghi timori riguardano il settore turistico e ricettivo, dagli agriturismi ai bed and breakfast fino alle case vacanza, che negli ultimi anni hanno puntato sulla valorizzazione del paesaggio e delle esperienze legate alla natura.
«L’intero indotto turistico e commerciale, costruito con anni di impegno e investimenti da parte della comunità, subirebbe un impatto pesante a discapito dell’economia sostenibile che stiamo faticosamente coltivando» evidenzia l’associazione.
Nella nota viene inoltre richiamato il concetto di turismo lento, uno dei cardini dell’attività del Parco dei Calanchi. «Sostenere il turismo lento significa invitare le persone a scoprire il territorio a passo lento, a riscoprire i tempi della natura e a sostenere chi vive e custodisce la terra. Proteggere il paesaggio non significa fermare lo sviluppo, ma scegliere uno sviluppo che metta al primo posto la salute pubblica, la qualità della vita e la conservazione della bellezza per le generazioni future».
Da qui l’appello a fermare il progetto e a proseguire l’azione di sensibilizzazione avviata nelle ultime settimane: «Non possiamo permettere che l’Alto Bretta venga ancora compromesso. Per questo continueremo a far sentire la nostra voce a difesa della salute, del territorio e di un futuro sostenibile».
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