Dopo anni di attesa, arriva un altro passo avanti per la difesa del tratto di costa davanti alla Sentina. La Giunta comunale ha approvato, su proposta dell’assessore ai lavori pubblici Stefano Muzi, il Documento di fattibilità delle alternative progettuali (Docfap) e il Documento di indirizzo alla progettazione (Dip) relativi alla realizzazione delle scogliere sommerse a protezione del litorale prospiciente la Riserva Naturale.
L’intervento, finanziato con 6,5 milioni di euro del Fondo europeo di sviluppo regionale nell’ambito del programma Fesr Marche 2021-2027, prevede circa 4,7 milioni destinati alle opere. I documenti sono stati predisposti dalla sede di Ancona del Provveditorato interregionale per le Opere pubbliche, con il quale il Comune ha stipulato un’apposita convenzione.
Lo stesso Provveditorato ha inoltre elaborato il Piano di fattibilità tecnico-economica (Pfte), passaggio che consentirà di procedere con la gara attraverso la formula dell’appalto integrato. In questo modo, l’impresa che sarà individuata si occuperà sia della successiva progettazione esecutiva sia dell’esecuzione dei lavori. Secondo le previsioni dell’amministrazione, il cantiere potrebbe partire entro l’autunno e protrarsi per circa un anno.
Nel dettaglio, il progetto prevede la realizzazione di 14 scogliere sommerse, ciascuna lunga 90 metri, a protezione di circa 1,8 chilometri di litorale, nel tratto compreso tra la foce del Tronto e il confine nord della Sentina. Si tratta di strutture soffolte, quindi collocate circa mezzo metro al di sotto del livello del mare, realizzate interamente con massi naturali.
La scelta di questa soluzione punta a limitare l’impatto sul paesaggio e, allo stesso tempo, a garantire la continuità dei movimenti dell’acqua. Le scogliere consentiranno infatti alle correnti superficiali di continuare a scorrere, favorendo il ricambio dell’acqua, mentre le strutture potranno diventare nel tempo punti di ancoraggio per flora e fauna marine. L’obiettivo è inoltre ridurre la forza delle onde prima che raggiungano la battigia, contrastando così l’erosione senza interrompere in maniera drastica il naturale movimento della sabbia.
L’intervento rappresenta però solo una parte del programma complessivo di difesa della costa. «In realtà il Piano di Gestione Integrata delle Zone Costiere (Gizc) della Regione Marche – spiega l’assessore Muzi – prevede un secondo stralcio, del valore di 3,89 milioni di euro, per il ripascimento del litorale quale soluzione più idonea per il contrasto dei fenomeni erosivi e per la tutela del sistema costiero e degli ambienti di elevato pregio naturalistico presenti nell’area».
Per ora, dunque, le risorse disponibili consentono di procedere con la realizzazione delle scogliere. «Mi pare importante ricordare – aggiunge Muzi – che queste opere erano attese da anni perché è urgente costituire un argine al progressivo arretramento della linea di costa che prosegue oramai da molto tempo».















