
Foto di gruppo dei partecipanti e degli organizzatori
(Foto di Matteo Gregori)
La solidarietà è scesa di nuovo in campo con la terza edizione del “Dea Day”, organizzato dagli operatori sanitari del Dipartimento emergenza e accettazione dell’Ast picena. Oggi, domenica 20 settembre, medici, infermieri, autisti di ambulanze, operatori del 118 e oss degli ospedali di Ascoli e San Benedetto si sono dati appuntamento al Paniko Village di Ascoli per “accendere la luce”, sulle numerose realtà del territorio impegnate quotidianamente nel sociale, nel volontariato e nella costruzione di una comunità sempre più attenta e solidale.
Al centro della manifestazione, aperta da un saluto del direttore dell’Ast picena Antonello Maraldo e che quest’anno è entrata nel programma del Festival del Sociale, il progetto “Illumina l’oscurità” dell’Ascoli Calcio a 5 a sostegno delle associazioni di volontariato del territorio, come Aido, Avis e Aism.
Protagonista della giornata è stato il torneo di calciotto tra gli operatori dei reparti di emergenza dei due ospedali piceni che per un giorno hanno lasciato le ambulanze, i pronto soccorso e le corsie ospedaliere per ritrovarsi su un campo da calcio. Ma lo spirito che li ha guidati è rimasto lo stesso: fare squadra, mettersi a disposizione degli altri e sostenere chi ogni giorno opera nel volontariato e nel sociale.
Per qualche ora concentrazione, adrenalina e ritmi frenetici – che gli stessi professionisti affrontano quotidianamente sul lavoro, dove ogni minuto può fare la differenza – hanno lasciato spazio alla “leggerezza”.
Perché a prevalere non era il risultato finale, ma il messaggio che il Dea Day porta con sé fin dalla sua nascita: valorizzare il mondo del volontariato sanitario e tutte quelle associazioni che rappresentano un supporto fondamentale per il sistema della salute e per la comunità.
«Il progetto “Illumina l’Oscurità” – spiega Mauro Tarquini, dirigente responsabile del settore giovanile dell’Asd Ascoli Calcio a 5 e di cui sono state presentate le squadre – assume per noi un significato particolare, perché ci permette di affiancare all’attività sportiva anche momenti di sensibilizzazione su importanti tematiche sociali. La presenza di Aido, Aism e Avis rappresenta per noi un valore aggiunto e siamo convinti che il coinvolgimento dei giovani possa contribuire a diffondere messaggi importanti anche nelle loro famiglie e nella comunità. Il nostro obiettivo non è soltanto quello di formare atleti, ma di accompagnarli in un percorso di crescita personale, attraverso i valori dello sport, del rispetto, della condivisione e del lavoro di squadra».
Parole che trovano riscontro nella crescita dello stesso settore giovanile della società ascolana. «Siamo passati dai sette ragazzi dell’Under 15 del 2025 agli oltre cinquanta giovani coinvolti oggi nelle nostre attività. Il nostro obiettivo non è soltanto formare atleti, ma accompagnare i ragazzi in un percorso di crescita attraverso i valori dello sport, del rispetto e della condivisione».
Il sindaco di Ascoli Marco Fioravanti, presente alla manifestazione, ha sottolineato come il Dea Day rappresenti «un appuntamento che mette insieme valori importanti per la nostra comunità», evidenziando il ruolo dello sport come strumento di incontro, condivisione e promozione della cultura della donazione.
Sulla stessa linea l’assessore ai Servizi sociali Massimiliano Brugni, che ha definito l’evento un’importante occasione per valorizzare il volontariato e il tessuto associativo cittadino, ringraziando gli operatori sanitari e all’Ascoli Calcio a 5 per aver legato la presentazione della nuova stagione sportiva a un progetto di sensibilizzazione sociale.
Una giornata che ha confermato come sport, sanità e volontariato possano parlare la stessa lingua: quella dell’impegno verso gli altri e della costruzione di una comunità più consapevole e solidale.
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Antonello Maraldo in campo
- Il sindaco Fioravanti con l’assessore Brugni
- Foto di gruppo dei partecipanti e degli organizzatori
























